Hotel Caesar, Luca Claudio rinviato a giudizio per bancarotta fraudolenta

Nuovo guaio giudiziario per l'ex sindaco, in carcere da novembre e recentemente accusato di peculato. L'hotel di Montegrotto era fallito nel dicembre 2008

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MONTEGROTTO TERME. Non c’è pace per Luca Claudio. Il pm Roberto D’Angelo ha infatti chiesto il rinvio a giudizio per bancarotta fraudolenta, documentale e preferenziale,  successivamente al fallimento dell’hotel Caesar di Montegrotto Terme. Il fallimento fu sentenziato il 4 dicembre 2008 dal tribunale. Sul banco degli imputati rischia di trovarsi anche l’allora proprietario Maurizio Crea.

L’ex sindaco di Abano e Montegrotto è stato amministratore unico della società che gestiva l’albergo dall’11 gennaio 2006 sino al fallimento dello stesso. Secondo quanto riportato dal “Mattino di Padova”, la società nel 2007 aveva dichiarato una perdita di 2.149.232 euro, e debiti per 5.447.259 euro. Ciò nonostante, durante lo stato di insolvenza, Claudio e Crea avrebbero distratto 78 mila euro attraverso un’operazione di giroconto di 370 mila euro per pagare clienti e fornitori. L’operazione è stata stornata tuttavia con l’importo minore di 297 mila euro ed è stata indicata come «giroconto per registrazioni anno 2004 per errata imputazione». Altri 50 mila euro sarebbero stati stornati con la medesima modalità, mentre 37.480 euro e 296.936 euro tramite alcuni prelievi ingiustificati.

Secondo il pm, i due avrebbero pagato alcuni professionisti in via preferenziale (Unindustria Padova per 8.500 euro e la Federazione Italiana Gioco Bridge per 1.200 euro), pur mantenendo per sé stessi lo stipendio di 3 mila euro, nel caso di Claudio, e di 2.200 euro nel caso di Crea. Non contenti, i due avrebbero distrutto la contabilità, al fine di rendere impossibile la ricostruzione del giro d’affari, riuscendo anche a creare una riserva nel patrimonio netto del bilancio in modo da fornire una rappresentazione falsa della situazione contabile, aggiungendo una voce «credito verso socio controllante» pari a 1.715.000 euro.

Questi crediti in realtà non sono mai stati incassati e servivano per ricoprire perdite di bilancio consistenti. È così che pur con i debiti crescenti, l’attività continuava ad andare avanti. I due sono accusati anche di non aver richiesto il fallimento dell’attività, nonostante l’azzeramento del patrimonio netto della società. Luca Claudio è tornato in carcere il 6 novembre scorso, dovendo scontare una pena residua di 3 anni, un mese e sette giorni. Nei giorni passati si è aperto un nuovo filone di indagine nei suoi confronti, con l’accusa di peculato che coinvolge lui e l’amica cinese Anmin Peng.

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