Expo, la bufala dei contratti da 1300 euro al mese rifiutati dai giovani

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Foto: www.uvetexpo2015.com
Foto: www.uvetexpo2015.com

Il recente articolo de Il Corriere della Sera sui contratti rifiutati a Expo 2015 da centinaia di giovani ha destato grande scalpore nell’opinione pubblica. Il noto giornale ha scritto che otto ragazzi (laureati e non) su dieci avrebbero rifiutato lavori da 1300 € al mese a causa dei “turni scomodi”.

Può essere vero che ragazzi, perlopiù laureati e disoccupati, rifiutino un compenso simile? La risposta è una e una sola. ManpowerGroup. Si tratta di una complessa società interinale (attività incaricata ad assumere personale lavorativo) nominata per Expo 2015 con il compito di ricercare le figure professionali più adatte e meritevoli. ManpowerGroup ha svolto il suo compito in modo corretto ed efficiente? Si direbbe di no. Coerentemente alle dichiarazioni rilasciate dalle varie persone scelte, viene il sospetto che la società in questione abbia causato disagi sia alla “potenziale” forza lavoro sia ad Expo stessa.

Una ragazza scrive su Facebook: “Ecco il mio punto di vista: Ho mandato il curriculum a Manpower per far parte dello staff di Expo a ottobre, ho fatto tutti i test attitudinali a dicembre, ho fatto il colloquio di gruppo e il colloquio individuale a gennaio, mi hanno dato un riscontro il 10 aprile, chiamandomi al telefono e dicendomi “Congratulazioni è stato preso, domani le mandiamo la graduatoria ufficiale”. La graduatoria ufficiale non è mai stata mandata. Ho mandato mail, ho chiamato e mi è sempre stato risposto che non ne sapevano nulla.”

Lo sfogo prosegue. “Ho fatto ripetute domande circa la formazione senza nessuna risposta (La formazione verrà pagata? Dopo la formazione si firmerà un contratto di lavoro?). Tutto questo senza contare che per una posizione di Communication and Social Network il compenso è 500 euro al mese per 6 mesi, dopodiché sei sicuramente a casa, di cui ne avrei dovuti spendere 350 per un abbonamento ai mezzi per arrivare là in quanto Expo non ha nessuna convenzione con i mezzi di trasporto. Quindi ricapitolando ho rifiutato un lavoro perché con 150 euro al mese non mangio, perché non mi sembra serio questo processo di selezione (e in generale la gestione dell’Expo in toto) e perché ho la fortuna di avere un lavoretto e non posso mollarlo dall’oggi al domani (dato che la conferma semiufficiale scritta mi è arrivata il 20 Aprile e avrei dovuto cominciare il 22 Aprile senza un cavolo di contratto). Fine”.

A confermare questo racconto vi sono diverse dichiarazioni, tutte riportanti le medesime circostanze. E’ evidente che la retorica del giovane italiano “choosy”, incapace di cogliere le opportunità lavorative che gli vengono presentate, ha fallito di nuovo.

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Andrea Fasson
Atestino di nascita, frequento il corso in Diritto dell'Economia presso l'Università di Padova e lavoro come commis di sala "Al Portone", storica pizzeria e ristorante di Este. Faccio parte di Estensione dal 2014 e ne curo il settore commerciale. Amo il mondo della cucina e dell'economia che, umilmente, scopro giorno dopo giorno.

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