Ex C&C, il Ministero respinge la richiesta di finanziamento per la bonifica dell’area

422
IMG_2925
Il Ministro all’Ambiente Galletti in visita all’ex C&C di Pernumia. Foto di redazione

A pochi giorni dall’ultimo passaggio del Ministro Galletti a sud di Padova, arriva dal Ministero per l’Ambiente una notizia che i cittadini della Bassa mai avrebbero voluto ricevere; con una nota pervenuta all’assessorato regionale alle politiche ambientali il Ministro comunica infatti che non interverrà, nella legislazione vigente, per azioni di bonifica in siti d’interesse regionale, tra i quali risulta qualificato quello dell’ex fabbrica C&C, al confine tra i comuni di Battaglia e Pernumia.

Una vera e propria fabbrica dei veleni contro la quale cittadini e comitati si mobilitano ormai da anni e che, specie negli ultimi mesi, era tornata d’attualità nel dibattito pubblico, anche in seguito alla visita speciale dello stesso Ministro Galletti e al contributo finanziato dalla regione per iniziare le opere di bonifica interna.

https://estensione.org/attualita/ex-cc-dalla-regione-stanziati-15-milioni-per-la-bonifica-della-fabbrica-dei-veleni )

IMG_2932
Uno delle montagne di rifiuti tossici contenuti nell’edificio al confine tra Battaglia e Pernumia. Foto di redazione.

Un enorme problema ambientale che necessità secondo le stime di un intervento di 12 milioni di euro; fondi che, allo stato attuale, ne la Regione ne tanto meno i Comuni interessati sono in grado di reperire autonomamente. Numerosi solleciti erano stati avanzati nei mesi scorsi dai sindaci e dallo stesso Assessore Conte, formalizzati nelle richieste di sostegno allo Stato centrale, affinché il fondo di 1.5 milioni già stanziati potesse essere implementato, così da garantire quanto meno la rimozione dei materiali più pericolosi.

Stato che però, dopo i proclami, sembra inesorabilmente abbandonare i cittadini al proprio destino; destino fortemente compromesso dalla presenza di 52.000 tonnellate di rifiuti tossici abbandonati in un fatiscente capannone, a pochi passi dai centri abitati e dagli argini di un canale che attraversa la pianura fino al mare.

Una situazione sempre più complicata di una pagina ancora una volta nera di questo territorio che, nei giorni in cui si discute di legge contro i reati ambientali, si trova a subire l’ennesimo scempio umano, per il quale nessun responsabile ha ad oggi mai pagato.

Salva Articolo

Lascia un commento