Este: per i ponti del centro storico i soldi non ci sono

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(Il ponte della Girometta foto di redazione)

I ponti del centro storico di Este avrebbero bisogno di manutenzione, ma mancano i fondi per realizzare gli interventi necessari. E’ quanto ha fatto capire il vicesindaco Stefano Agujari Stoppa rispondendo a una domanda di attualità presentata dal consigliere di centrodestra Sergio Gobbo nel corso del consiglio comunale di martedì sera. La situazione più delicata, ha spiegato Stoppa, è quella del ponte della Girometta, situato nelle vicinanze della Biblioteca, che dopo la piena dello scorso febbraio non è più in grado di sostenere neppure il traffico medio giornaliero, ed è stato quindi chiuso alle auto. Gli altri, ovvero il ponte delle Grazie, di San Francesco e della Porta Vecchia, presentano alcune criticità, per il momento limitate, ma che con il tempo potrebbero peggiorare. La stima degli interventi è impietosa: servono centinaia di migliaia di euro, cifra impossibile da sostenere per le casse comunali. E difficilmente il problema sarà risolto dalla Regione visto che, a detta di Stoppa, in occasione dell’alluvione del 2010 Venezia erogò non più di 25 mila euro. Sempre in tema di rischio idrogeologico, il numero due della Giunta atestina ha ricordato che gli argini del Bisatto sono monitorati settimanalmente dal Genio Civile.

Capitolo tromba d’aria: sono già una decina i cittadini che hanno inviato la segnalazione dei danni subiti. Per chi ancora dovesse farlo, sul sito del Comune è disponibile l’apposito modulo con tutte le istruzioni per la compilazione. Intanto la Regione ha chiesto a Roma di riconoscere lo stato di crisi: quando il Governo risponderà sarà possibile conoscere anche l’entità delle risorse che verranno stanziate per la Bassa Padovana. L’Amministrazione è assicurata e dunque almeno parzialmente verrà in ogni caso indennizzata, ma per conoscere le cifre bisognerà attendere l’esito delle trattative con i liquidatori.

I quali, ha sottolineato Gobbo in consiglio, vogliono prima verificare se alla caduta dei numerosi alberi abbattuti dal fortunale abbia contribuito anche la scarsa manutenzione. In favore dei cittadini colpiti dalla calamità il sindaco Piva ha confermato la sospensione della Tasi e l’esenzione dalla Cosap, il canone previsto per l’occupazione di suolo pubblico (in caso, per esempio, si debbano innalzare delle impalcature per le operazioni di riparazione). Verde e ramaglie sono invece stati smaltiti nei centri di raccolta di Sesa. Si sta verificando se una parte di questo materiale possa essere riutilizzato per altri scopi.

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