Este mai così inquinata: 77 superamenti del limite di Pm10 registrati nel 2017

Record di sforamenti, mai così tanti; per legge dovrebbero essere al massimo 35. L'Altra Este: «La città è assente nel report annuale Arpav, timore è che sia abbandonata a se stessa»

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ESTE. Il 2017 fa segnare un nuovo record negativo per la qualità dell’aria della città: sono ben 77 i superamenti del limite giornaliero delle polveri sottili (Pm10) registrati nell’ultimo anno, dato praticamente raddoppiato rispetto al 2016, quando gli sforamenti erano stati 40, e di poco superiore anche al 2015, altro annus horribilis con 72 violazioni. In questi primi 50 giorni di 2018 la soglia dei 50 μg/m³ è stata superata 19 volte, 14 a gennaio e 5 a febbraio. E pensare che, in un anno solare, gli sforamenti concessi per legge dovrebbero essere al massimo 35. A rinnovare l’allarme è l’associazione politica “L’altra Este”, da sempre molto sensibile al problema dell’inquinamento atmosferico.

«Entro fine mese sarà installato, presso la centralina di Este, un nuovo strumento per la misurazione in automatico del Pm10 e dopo un periodo di collaudo ritorneranno finalmente, dopo oltre un anno di misurazioni manuali, i dati in diretta» gioisce l’associazione, preoccupata però per l’assenza di Este tra le città venete comprese nel report annuale Arpav, pubblicato in questi giorni. «Abbiamo il fondato timore che la nostra città sia praticamente abbandonata a se stessa. Siamo gli unici che sinora hanno pubblicato i giorni di superamento delle polveri sottili in città, nessun altro se ne preoccupa. Eppure le Pm10 sono fonte di morte per 500 mila cittadini ogni anno in Unione Europea. Un piccolo sforzo di informazione potrebbe averlo l’assessorato all’Ambiente offrendoci un report almeno annuale».

Le richieste de “L’Altra Este” sono note: da anni il gruppo chiede interventi sul fronte della mobilità, quali la realizzazione di piste ciclabili in centro e in periferia, l’acquisto di un pulmino elettrico o a metano che colleghi i quartieri con il centro, con l’ospedale di Monselice e con i Comuni limitrofi, la creazione di nuove aree verdi con una fitta piantumazione su tutto il territorio cittadino; ma anche che venga considerata la possibilità di attivare una seconda centralina Arpav che misuri la quantità di ozono e polveri sottili nelle zone trafficate, «poiché quella atestina è una centralina che misura l’inquinamento di fondo, ovvero la media».

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