Este è diventata “città che legge”

Gallana: «Il riconoscimento consentirà alla nostra Amministrazione di partecipare a bandi in favore di progetti culturali e di diffusione della lettura». Nella Bassa sono state nominate "Città che leggono" anche Montagnana e Piove di Sacco

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ESTE. «Un risultato importante, di cui andare fieri, che riconosce l’impegno degli operatori e la qualità delle attività svolte dalla nostra Biblioteca Civica e dal Comune per la promozione della lettura come valore da cui dipende la crescita intellettuale, sociale ed economica della comunità». Sorride il sindaco Roberta Gallana dopo che Este è stata ufficialmente nominata “città che legge”: una qualifica ottenuta grazie alla partecipazione a un apposito bando promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali-Centro per il libro e la lettura e dall’Anci, l’associazione dei Comuni italiani. La realtà atestina ha dimostrato di essere in possesso di tutti i requisiti richiesti e si è meritata il riconoscimento assieme ad altre 363 località della penisola, tra cui anche Montagnana e Piove di Sacco.

«L’inserimento nell’elenco “Città che Legge” consentirà alla nostra Amministrazione di partecipare ai bandi che il Centro per il libro lancerà per attribuire finanziamenti e incentivi per progetti culturali e di diffusione della lettura» spiega Gallana. Intanto sono numerose le iniziative già avviate presso la Biblioteca Civica atestina a favore dei giovani utenti, a partire dall’età dell’asilo nido fino a quella della scuola secondaria di primo grado. Tra questi “Nati Per Leggere”, pensato per avvicinare alla lettura i bambini di età compresa tra 0 e 6 anni; le visite guidate in Biblioteca per gli alunni della Scuola dell’Infanzia; i percorsi a tema e i laboratori per la scuola Primaria e quelli per la scuola Secondaria di 1° grado collegati al Museo Nazionale Atestino.

«Fra i Comuni che hanno ottenuto la qualifica ve ne sono una quarantina di veneti, tra cui cinque in provincia di Padova: Este, Montagnana, Piove di Sacco, Padova, Piombino Dese. Si tratta di un riconoscimento simbolico ed importante per la crescita culturale e civica delle persone ed il territorio veneto emerge come un esempio da seguire» commenta Giulia Narduolo, deputata della Commissione Cultura della Camera. La parlamentare di Megliadino si congratula «con le amministrazioni e i dirigenti dei singoli enti per il lavoro costante che hanno profuso nella promozione della lettura» e si augura che tanti altri Comuni diventino “Città che leggono”. «Spero che l’amore per i libri si diffonda a macchia d’olio, la società di oggi ne ha più che mai bisogno per continuare a crescere democraticamente.»

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