ESCLUSIVO. Monselice, al via il progetto di fitodepurazione in via Borgo: scavi archeologici a rischio?

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10941335_10205644181771888_775665792_nSembra essere ormai imminente la data d’inaugurazione dell’impianto e del parco di fitodepurazione costruito a pochi metri dal depuratore di via Borgo a Monselice, tra i quartieri di S.Bortolo e Marco Polo. Un’ampia area verde verrà sommersa dall’acqua del canale Desturo che consentirà, attraverso proprietà caratteristiche della fauna presente, la filtrazione della stessa. Un’idea diffusa in molti Paesi del nord, che diventerà presto realtà, anche nella Bassa Padovana.

Tutto molto utile e bello, se non fosse che l’area che andrà sommersa comprende i resti di una necropoli romana e di altri insediamenti risalenti a diverse epoche a partire dal Neolitico. Nell’ormai lontano 2001, durante dei lavori d’ampliamento proprio del canale Desturo, vennero infatti alla luce numerosi ritrovamenti che spinsero la Soprintendenza ai Beni Culturali a incaricare una ricerca e una mappatura della zona; vennero scoperti i resti di alcune strutture di diverse epoche storiche e tra queste vennero raccolti diversi manufatti per lo più di origine ornamentale rurale.

Come si scopre dalla relazione elaborata dalla cooperativa che seguì gli scavi (disponibile su www.ossicella.it/lapidario/pdf/Monselice.pdf), molti di questi reperti di piccole dimensioni furono raccolti e depositati molto probabilmente negli archivi della Soprintendenza, molte zone vennero solamente mappate, e i resti delle strutture ritrovati vennero nuovamente interrati. In totale 17 siti che seguendo l’andamento del canale attraversano la campagna proprio nella zona interessata.

Un piccolo tesoretto che, come avviene in molti angoli d’Italia, viene dimenticato nel giro di pochi anni a causa della mancanza, nell’immediato, di volontà o disponibilità di valorizzarlo. Un tesoretto di cui si conosce poco, una possibile risorsa storico-artistica che potrebbe rischiare di andare perduta per sempre.

 

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