Emergenza Pfas, stop del Comune alla fornitura di acqua in bottiglia nelle scuole

Negli istituti scolastici della città murata riprenderà l'uso dell'acqua di rubinetto per la cottura degli alimenti. Ma fra i genitori del comitato "Zero Pfas" c'è preoccupazione

1147

MONTAGNANA. La questione Pfas torna a scuotere la città murata dopo la decisione presa dall’Amministrazione di sospendere la fornitura di acqua in bottiglia per la cottura dei cibi nelle scuole statali. La questione era trapelata già nell’ultimo Consiglio comunale quando un consigliere di minoranza aveva fatto notare l’assenza delle spese per l’anno 2018 per la fornitura di acqua rigorosamente no Pfas, con la conseguente giustificazione da parte del primo cittadino che i valori delle sostanze inquinanti sono ormai considerevolmente diminuiti. Subito si è attivato il comitato “Zero Pfas”, chiedendo ulteriori informazioni sulla fulminea decisione. Solo qualche giorno fa la conferma del provvedimento, e quindi l’uso dell’acqua di rubinetto per la preparazione dei pasti, non appena sarà terminata la fornitura di quella in bottiglia.

«C’è molta preoccupazione fra i genitori per una decisione presa senza darne comunicazione» sostiene la portavoce del comitato montagnanese. «Ci sono tre scuole private che continueranno a utilizzare acqua in bottiglia per la cottura degli alimenti, e questo genera dissapori perché crea una situazione di disparità fra scuola private e pubbliche. Il nostro scopo fin dall’inizio è stato cercare misure cautelative per non mettere ancora più a rischio la salute dei più piccoli». Il gruppo sta operando anche per avere dati di controanalisi dell’acqua effettuate da un laboratorio terzo: «Ci sono altri laboratori accreditati di cui si serve la Regione Veneto che potrebbero essere utilizzati, anche se ciò per ora non è ancora stato fatto».

Il sindaco Loredana Borghesan plaude agli obiettivi del comitato, sottolineando che il Comune porterà sempre avanti il fondamentale bisogno di acqua pulita. Motiva la scelta dichiarando che «dalle analisi periodiche presenti nei diversi siti istituzionali emerge che i livelli sono ben al di sotto della soglia stabilita, di conseguenza è stato deciso di sospendere l’uso delle bottiglie d’acqua per la cottura. Dando per assodato il valore fondamentale della salute, la fornitura è un costo sia di carattere economico che organizzativo e deve essere sostenuto se vi è necessità. Per ora le analisi danno esiti positivi ma nel caso si ripresentasse una possibile emergenza il Comune è pronto immediatamente a riorganizzare i lavori».

Riguardo ai possibili dubbi sull’effettività dei bassi valori riscontrati nelle analisi istituzionali e alla richiesta di ulteriori analisi il primo cittadino sostiene la possibilità di affidarsi ad un laboratorio terzo, ma è necessario che sia riconosciuto e affidabile per evitare allarmismi basati su false informazioni. È auspicabile la realizzazione di un piano di lavoro istituzionale, con la partecipazione dei diversi comitati e delle varie rappresentanze, per ottimizzare le operazioni e raggiungere l’obiettivo comune.

Salva Articolo

Lascia un commento