Due Carrare, la Soprintendenza blocca la costruzione del maxi centro commerciale

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DUE CARRARE. Se non è una pietra tombale sulla questione, poco ci manca. Il maxi centro commerciale che la società immobiliare Deda Srl vuole realizzare per conto del fondo americano Orion European Real Estate Fund IV e sul progetto dello studio L35 di Barcellona, una struttura con una superficie di vendita da 70 mila metri quadri a pochi passi dal casello autostradale di Terme Euganee e 700 metri in linea d’aria dal Castello del Catajo, rischia di non vedere mai la luce. Dopo l’accordo di programma tra Comune e privato recentemente approvato in Consiglio comunale, si pensava che nulla avrebbe potuto fermare la costruzione del centro. Giovedì mattina la svolta, con una nota ufficiale della Soprintendenza ai beni culturali di Venezia inviata ai sindaci dei Comuni di Battaglia Terme, Due Carrare e Montegrotto Terme, alla Provincia di Padova e alla Regione Veneto.

Il documento di 34 pagine ha notificato l’avvio del procedimento inerente il vincolo paesaggistico in un’area quadrata di tre chilometri per lato attorno al Catajo, comprendente, oltre al seicentesco maniero, anche Villa Mincana, il tracciato “Ferro di Cavallo” e il territorio di Turri, pertanto a cavallo dei tre Comuni destinatari della lettera. In pratica, dentro il perimetro definito dalla lettera, non sarà più possibile costruire nulla, eccetto i lavori minimi di manutenzione delle opere già esistenti. Il provvedimento del sovrintendente Andrea Alberti si rifà agli articoli 45 e 46 del Codice dei beni culturali, che prescrivono la possibilità di «evitare che sia messa in pericolo l’integrità dei beni culturali immobili (in questo caso il Catajo, ndr), ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e di decoro» attraverso misure di tutela indiretta.

Ora, e per i prossimi 80 giorni, Deda potrà presentare osservazioni, repliche, appelli e ricorsi (molto probabile che si finisca al Tar), ma per almeno quattro mesi non potrà muovere nemmeno un sassolino all’interno dell’area protetta dalla Soprintendenza. Il procedimento durerà infatti 120 giorni; al termine sarà il Comitato regionale del Ministero a pronunciarsi sulla proposta di vincolo, approvandola o meno, mentre i tre Comuni potranno richiedere l’inserimento delle prescrizioni negli strumenti urbanistici e di pianificazione. Soddisfazione è stata espressa dai sindaci di Due Carrare Davide Moro, contestato per aver portato avanti l’iter, e Massimo Momolo di Battaglia Terme, oltre che dal comitato “La nostra terra” e dalla parlamentare del Pd Giulia Narduolo, che aveva presentato uninterpellanza sul tema alla Camera ottenendo l’impegno da parte del Ministero per i Beni Culturali.

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