Distribuivano soldi falsi in tutto il mondo: individuati due giovani dell’Estense

Indagine congiunta dei carabinieri di Padova ed Este: scoperta cellula che agiva tramite il "dark web". Eseguite circa 640 transazioni per un valore di circa 500 mila euro

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PADOVA. Un’operazione congiunta dei carabinieri di Padova e di quelli della compagnia di Este, coordinati dalla Procura di Rovigo, sta contrastando una cellula di distribuzione di banconote false e schede telefoniche anonime, molto attiva nella rete sommersa, il cosiddetto “dark web”. Coinvolti due giovani residenti nell’Estense, incensurati, coadiuvati da un uomo originario della Toscana in corso di identificazione. L’indagine è nata grazie alla collaborazione con le forze di polizie estere e con l’agenzia Europol, oltre che con il comando antifalsificazione monetaria, che negli ultimi anni ha approfondito la conoscenza del “dark web”. Qui è possibile vendere e comprare beni e servizi di qualsiasi tipo, leciti ma soprattutto illeciti.

L’indagine è scattata dopo una segnalazione proveniente dalla polizia austriaca che, nell’ottobre dello scorso anno, ha informato i carabinieri del comando antifalsificazione monetaria di aver trovato 20 banconote false del taglio di 20 euro, risultate spedite dall’ufficio postale di Este. Le successive attività svolte dai carabinieri del comando provinciale di Padova, anche attraverso alcuni pedinamenti, hanno permesso di identificare il giovane appena maggiorenne che, sotto mentite spoglie, spediva banconote contraffate e sim card intestate ad altre persone all’oscuro di tutto. Gli inquirenti hanno così consentito di rintracciare cinque plichi presso il centro di smistamento di un corriere padovano, spediti da Este e destinati alla Grecia ed alla Svizzera, che contenevano 124 banconote false di diverso taglio del valore nominale di seimila euro.

Si è scoperto che il giovane aveva aperto diversi negozi virtuali nel “dark web”, attraverso i quali vendeva banconote contraffatte, procurate mediante una rete di abilissimi falsari dell’area campana ad acquirenti di diversi Paesi europei, dell’Oriente e del Nord America. L’attività era particolarmente redditizia: dall’analisi del portafogli elettronico sequestrato è emerso che erano state eseguite circa 640 transazioni per un ammontare di 79,85 bitcoin, che al cambio attuale valgono circa 500 mila euro. Lo scorso 18 novembre i carabinieri di Padova hanno sequestrato altre banconote contraffatte del taglio di 50 euro e nuovi documenti.

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