Diossina, Lunghi: «Valori nella norma, nessun rischio per gli alunni della Cini»

Il sindaco rassicura: «I genitori dei bambini stiano tranquilli, quantità rilevate sono ben al di sotto dei limiti». Settimana scorsa la lettura poco rassicurante del comitato Lasciateci Respirare

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MONSELICE. I valori di diossina sono ben inferiori ai limiti di legge, dunque non c’è nessun pericolo per la salute dei bambini che frequentano la scuola primaria Giorgio Cini. Lo specifica il sindaco Francesco Lunghi: «A seguito della segnalazione proveniente da associazioni ambientaliste che ipotizzano un inquinamento da diossina sul territorio comunale, in questi giorni alcuni genitori che intenderebbero iscrivere i loro figli presso la scuola Cini hanno esternato le loro legittime preoccupazioni». Il plesso infatti si trova ai piedi del monte Ricco, a poca distanza dal luogo dove razzolava la gallina nella quale lo studio commissionato dal comitato Lasciateci Respirare ha evidenziato elevate quantità di sostanze dannose.

Prosegue Lunghi: «Allo scopo di avere maggiore chiarezza circa l’eventuale situazione di pericolo, ho contattato personalmente i tecnici Arpav, i quali hanno dichiarato che il valore limite delle concentrazioni individuate come soglia di contaminazione per le diossine, che la normativa stabilisce in 10 ng/kg, non risulta essere stato superato in occasione dei prelievi avvenuti il 28 novembre scorso. Gli esiti hanno evidenziato che i valori rilevati sono ben al di sotto di tale limite (2,54 ng/kg)». Il sindaco, ricordando che la stessa Arpav effettuerà altri prelievi e che nei prossimi mesi sarà predisposto un ampio monitoraggio dei terreni di Monselice, chiude: «Non sussistono condizioni di pericolo per la salute dei bambini che frequentano la scuola».

Nei giorni scorsi il comitato Lasciateci Respirare aveva invece presentato in conferenza stampa una lettura poco rassicurante dei risultati degli accertamenti compiuti da Arpav. In particolare si era messo in luce come i valori di diossine e furani trovati sul monte Ricco, che è area Sic (Sito di interesse comunitario, perché all’interno del Parco Colli Euganei), sarebbero significativi, in quanto sovrapponibili alle quantità presenti nella zona dell’inceneritore di Camin. Gli ambientalisti avevano quindi rimarcato la necessità per le autorità preposte di continuare gli approfondimenti evitando conclusioni superficiali o affrettate, e di considerare la possibilità di svolgere indagini in parallelo con lo stesso comitato.

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