Dicono l’Erasmus cambi il modo di guardare

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erasmusEhi, dico a voi.

Sapete cosa significa Erasmus? European Region Action Scheme for the Mobility of University Students non è soltanto una sequenza di parole necessarie a creare l’acronimo del progetto legato all’umanista Erasmo da Rotterdam, che nel XV secolo viaggiò per il Vecchio Continente per studiare le differenti culture europee; non è solo l’opportunità di studiare all’estero; non è solo divertimento sfrenato.

L’Erasmus vi cambia, e vi cambia la vita. Nessuna scelta, vi troverete fin da subito spalle al muro di fronte all’evidenza del dover arrangiarsi, del dover adattarsi, del dover imparare a cavarsela da soli. Riscoprirete la gioia dell’umana compassione insieme alle altre migliaia di anime coraggiose. Anche loro hanno lasciato indietro le proprie vite, naufraghe in terre sconosciute, l’inglese come ciambella di salvataggio. Perdonerete la prof delle superiori che insisteva sui tempi al passato e sulla grammatica. Non abbiate paura di gettarvi, imparate l’idioma del posto. Quando riuscirete a scherzare con gli indigeni in lingua madre, vi sentirete potenti. Come dopo il primo bacio, come dopo il primo bicchiere di vino. E non sarete mai sazi, vorrete saperne di più. Siate curiosi, pazzi, rompicoglioni, sanguisughe di conoscenza.

Fraternizzate. Italiani, spagnoli, inglesi, portoghesi, tedeschi, francesi, polacchi, olandesi, belgi, brasiliani. Sono etichette che si scollano in fretta, scivolano via. Servono solo a suscitare curiosità e domande per altre tradizioni e altri stili di vita che scoprirete poi non essere così lontani da voi, non a fare differenze. Rompete i pregiudizi negativi sugli italiani, dimostrate loro che si sbagliano come voi vi sbagliavate su di loro, e così vi ritroverete a pianificare le vostre estati future con largo anticipo, per potervi ricongiungere con i vostri nuovi fratelli. Vedrete come il calcio unisce le persone e non le divide. Chissà che sorpresa quando noterete che l’Europa è percorsa da un unico battito comunitario, così come l’Italia è separata tra Nord e Sud solo sulle cartine di qualche partito. Parlate di politica, cambiate opinione. Chi resta sempre fermo sulle sue posizioni è destinato alla sconfitta. Scoprirete che la destra e la sinistra non sono due malattie estremiste, ma semplicemente due punti di vista diversi sullo stesso argomento. Discutete, ragionate, apritevi al dibattito. Fate politica per il bene comune, non per quello personale. Conoscerete persone meravigliose che vi faranno credere che valga la pena farlo.

Innamoratevi. Dell’ambiente, dei luoghi, dei cibi, delle tradizioni. Delle persone. Vedrete molti rapporti messi a dura prova dai chilometri e qualche tradimento che vi farà dubitare dell’esistenza del vero amore. Entrerete a contatto con una realtà universitaria differente da quella italiana: non sarete numeri di matricola ma persone con un nome, un cognome e una storia alle spalle. Magari avrete anche a fare con un sistema informatico chiaro e comprensibile, senza mille cavilli burocratici. Spesso vi capiterà di sentirvi come Kevin Spacey in American Beauty, di “sentire il cuore riempirsi come un palloncino di fronte alla troppa bellezza nel mondo”. Viaggiate e nuotate fino in fondo nell’anima del Paese che vi ospita. Tornerete cambiati quando chi sta a casa non sarà cambiato per nulla: solo allora vi accorgerete di aver guadagnato tempo, non di averlo perso. E tornerete stanchi, perché vivere stanca e l’Erasmus è vita pura.

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