“Dare senza perdere e prendere senza togliere”: giovani volontari da Este alla Germania

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Il 19 novembre scorso l’aula magna dell’Istituto Atestino di Este è stata occupata per presentare un progetto di Volontariato Europeo tanto interessante quanto emozionante. Questa idea non è nata da sé, ma prosegue un cammino annuale chiamato “18VGENERATION“, a cui hanno aderito molti studenti della zona di Este e dintorni. Il percorso iniziale prevedeva che questi giovani animassero e rallegrassero gli anziani ospiti alla casa di riposo R.S.A Santa Tecla di Este. Successivamente alcuni di loro, i più affiatati e i “veterani”, potevano aderire al Volontariato Europeo, che ha preso il nome di “Dare senza perdere e prendere senza togliere“.

Il progetto ha permesso a dieci ragazzi e ragazze di partecipare la scorsa estate a una forma di volontariato particolare, presso la residenza per anziani “Luise Poloni Altelzeltrum”, soggiornando per una settimana nella città di Tubinga, nel Baden Wuttemberg, in Germania. L’iniziativa è stata organizzata e gestita dalla docente e presidente del consiglio comunale di Este Rosa Rizzato, sostenuta da una sua collega scolastica, la professoressa Emanuela Aldrigo. L’idea proposta in Regione Veneto è stata approvata e finanziata dalla Regione e dalla SESA, i finanziamenti poi sono stati gestiti dall’amministrazione comunale.

Durante la presentazione i ragazzi spiegavano cosa avevano fatto e come avevano passato quella settimana diversa dalle altre, ma soprattutto hanno raccontato quanto hanno imparato e ricevuto molto da quelle persone bisognose. Hanno cercato di rievocare quelle emozioni e sentimenti provati quei giorni con persone di una generazione lontana e di una cultura e lingua diversa.

Si è sentito spesso nominare parole come: dignità, libertà, partecipazione, gratuità e fraternità unite a verbi altrettanto importanti, come: ricordare, servire ed ascoltare. Termini molto forti e carichi di significato quanto rari in questo periodo in cui sembrano considerati da molti banali se non inutili. Questi ragazzi, insieme al sostegno dei due accompagnatrici, le professoresse Rosa Rizzato ed Emanuela Aldrigo, hanno cercato di ridare un po’ di vita ed energia ad anziani, amareggiati e tristi per i loro problemi. Il loro scopo era quello di dare qualcosa a quelle persone, anche se in realtà tutti loro sono tornati più “ricchi” di quando sono partiti.

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L’incontro tra le due generazioni inizialmente è stato difficile e sicuramente non facilitato dalla lingua, ma alla fine si è formato un forte legame, che andava oltre la lingua e oltre la diversa cultura; quegli anziani hanno visto in questi ragazzi dei nipoti adottivi a cui parlare, raccontare storie passate, ricordi e canti tradizionali tedeschi. Inoltre gran parte di questi giovani volontari ha sottolineato che un semplice tocco di mani poteva donare gioia non solo agli ospiti dell’Altelzeltrum, e allo stesso tempo scatenava in loro una genuina tenerezza. Il gesto banale di aiutare un’anziano ad alzarsi da una sedia non si limitava a una temporanea responsabilità dei ragazzi, ma andava ben oltre.

Quest’esperienza di volontariato è stata anche una settimana di giochi, di balletti, ma anche di crescita personale, culturale e di studio. Infatti, i ragazzi hanno potuto confrontare una realtà come quella di Este con quella tedesca che affronta il tema del sociale in maniera diversa, soprattutto nei confronti degli anziani. Inoltre, “abbiamo imparato come si vivono e si mettono in pratica le cinque parole di questa settimana di volontariato: partecipazione, gratuità, fraternità, dignità e libertà“, ricordano i ragazzi durante la presentazione.

Questi giovani hanno raccontato delle attività svolte durante la loro splendida settimana, ammettendo però che è difficile esprimere le emozioni provate e hanno concluso la presentazione con un invito al volontariato rivolto a tutti, poiché se si vuole un mondo migliore tutti devono dare il loro contributo ed impegno per averlo. Anche se quello che si fa può sembrare un goccia nel mare, bisogna ricordarsi che il mare è composto da gocce ed ognuna è importante.

Con questa attività di volontariato abbiamo provato a lasciare un’impronta profonda e speriamo che questa ora non rimanga sola, ma che piano piano si trasformi in un vero e proprio cammino“.

Ragazzi che hanno aderito al progetto: Alessia Loreggia, Melita Giacobbe, Sara Marin, Alice Boaretto, Anxhela Dema, Angela Gallian, Alice Gattolin, Andrea Lauri, Nicola Parisato, Lara Rugolon.

Accompagnatrici: Emanuela Aldrigo, Rosa Rizzato.

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