Crisi, dal 2009 sparite 400 imprese della Bassa Padovana

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crisi bassa padovanaGrave l’andamento delle imprese nella Bassa Padovana, che dal 2009 mostra un calo generale del 3,9%. In particolare, molto più negativo il trend nei settori manifatturieri, con percentuali che sfiorano il -13% e circa 400 attività chiuse o delocalizzate. Su una totalità di 18.624 imprese operanti in tutti i settori questo balzo al ribasso rischia di mettere in serio pericolo l’economia locale che si ritrova a fare i conti con fatturati diminuiti e oneri aumentati. Il settore edilizio, circa il 28% del totale, ha subito una variazione negativa del 10% che scuote fortemente la stabilità delle tipologie di imprese; i servizi alle imprese e alle persone sono cresciuti del 5% affermandosi nei mercati.

La zona estense e limitrofa produce redditi equivalenti al 14,4% (3,7 miliardi) del totale provinciale ma nonostante ciò la crisi impedisce a migliaia e migliaia di imprenditori di avviare attività. L’imprenditrice e neo presidente del Consiglio Direttivo di Confindustria della delegazione di Este, Marta Zillo, dichiara: “La crisi ha messo a dura prova la Bassa Padovana. Servono risposte urgenti per la sopravvivenza dell’industria e per dare un futuro a un territorio che ha dalla sua competenze, un grande capitale umano e qualità di vita. Gli imprenditori sono pronti a fare la loro parte, ma serve la mobilitazione generale per dare una scossa positiva e cogliere i primi segnali di ripresa”.

Si prospettano da anni coordinamenti fiscali che agevolino le imprese e i giovani lavoratori con lo scopo di aumentare l’occupazione e le attività sia locali che internazionali. I dati predicono un altro anno negativo e in attesa di una mera ripresa economica molti imprenditori chiudono le proprie attività.

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