«Clan Destino», un progetto per creare un ponte tra diverse culture

L'idea di alcuni giovani del territorio: proporre una serie di incontri tra migranti e ragazzi del posto per favorire la conoscenza reciproca attraverso attività come musica, sport e teatro

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ESTE. Creare un ponte tra diverse culture, favorendo la conoscenza reciproca e sfidando i pregiudizi. È questa la ragione principale per cui ha visto la luce il progetto Clan Destino, fondato da un gruppo di giovani del territorio. Saranno proposti due incontri al mese (del tutto gratuiti e a porte rigorosamente aperte), durante i quali, anche attraverso la musica, il teatro e lo sport e altre attività che verranno allestite, si tenterà di costruire un dialogo tra migranti e ragazzi del posto. Il primo è in programma venerdì prossimo presso la sala parrocchiale del Pilastro.

La scelta del nome ovviamente non è stata casuale: «Il nostro è un progetto “clandestino”, nel senso che è “nascosto” rispetto agli interessi politici e speculativi – spiegano i promotori -. In un ambiente segnato da scontri, incomprensioni o, peggio, dall’indifferenza, vogliamo intraprendere un percorso di conoscenza tra culture, lingue e tradizioni di diversi paesi incoraggiando uno spirito di accettazione, amicizia e rispetto reciproco». Il tema è di quelli che dividono l’opinione pubblica e infatti le critiche all’iniziativa non sono tardate ad arrivare. Il gruppo, però, ha raccolto anche diverse manifestazioni di sostegno. «Non vogliamo in nessun modo fare politica. Il progetto ha lo scopo di mettere in relazione giovani che provengono da realtà ed esperienze molto differenti, in un ottica di arricchimento reciproco».

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