Cinghiali, dal 27 dicembre stop a catture e abbattimenti

Attività sospesa in attesa del rinnovo dei contratti dei lavoratori stagionali del Parco. Coldiretti: «Riprendere il prima possibile per non compromettere quanto fatto finora»

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ESTE. Dal 27 dicembre l’attività di cattura e abbattimento dei cinghiali nell’area del Parco Colli Euganei si ferma, in attesa del rinnovo dei contratti dei lavoratori stagionali impegnati nell’Ente Parco per le operazioni relative al contenimento della fauna selvatica. Lo stop arriva dopo mesi l’azione di controllo in cui è stata intensificata, grazie all’assunzione di nuovi operai nella squadra faunistica, l’apertura di un bando per 100 selecontrollori e l’aumento delle uscite settimanali di quelli già formati. Ad aprile l’assessore regionale al Territorio e ai Parchi, Cristiano Corazzari, aveva fissato l’asticella degli abbattimenti per il 2017 a quota 2.000, circa il doppio dei 1.160 registrati nel 2016; l’ultimo bilancio parla di 1.500 capi abbattuti.

Un fenomeno, quella della proliferazione degli ungulati, che ormai da decenni causa notevoli danni all’attività agricola, rappresentando inoltre un serio pericolo per la sicurezza di chi vive e lavora sul territorio. Coldiretti Padova si augura che questa pausa tecnica non si dilunghi eccessivamente, rischiando di compromettere i risultati raggiunti nell’ultimo periodo. «Apprezziamo il lavoro svolto dal Parco Colli» afferma Federico Miotto presidente di Coldiretti Padova. «Ovviamente non abbiamo ancora superato l’emergenza perché anche lo scorso autunno le segnalazioni di danneggiamenti subiti dagli agricoltori sono state numerose, così come molte sono state le situazioni di pericolo dovute alla presenza di tanti cinghiali lungo le strade, di giorno come di notte».

In particolare, «continuano ad incidere sull’attività e sul reddito di molte aziende agricole anche i danni ingenti alle strutture e ai terrazzamenti di viti e ulivi, oltre che sui campi di mais e frumento nella zona pedecollinare. Per questo non è il momento di abbassare la guardia e di mettere da parte, proprio ora, un intervento che stava iniziando a dare i suoi frutti». Secondo il presidente provinciale di Coldiretti «l’attività di cattura dovrà riprendere quanto prima, sicuramente prima del periodo delle nascite per evitare un ulteriore incremento della popolazione di ungulati. Chiediamo pertanto alla Regione e al commissario del Parco Colli (Enrico Specchio, ndr) di seguire con attenzione la fase dei rinnovi contrattuali dei lavoratori stagionali in modo da non perdere ulteriore tempo prezioso».

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