C’è Monselice tra i borghi più felici d’Italia

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(Foto: www. monseliceturismo.it)
(Foto: www. monseliceturismo.it)

C’è anche Monselice tra i cento Comuni dove si vive meglio. La città della Rocca si piazza infatti all’ottantesimo posto nella speciale classifica dei cento borghi più felici d’Italia del 2014 elaborata dal Centro studi Sintesi e pubblicata dal Sole 24 Ore. Il miglior risultato ottenuto nella nostra provincia è quello di Piove di Sacco, cinquantaseiesima, seguita a ruota da Piazzola sul Brenta, cinquantasettesima. Più distanziati Borgoricco (settantacinquesimo), Campodarsego (settantaseiesimo), Vigonza (novantaseiesima) e infine San Martino di Lupari (in centesima posizione).

L’indagine ha preso in considerazione 48 indicatori socioeconomici suddivisi in alcune aree tematiche, ovvero condizione di vita materiale, istruzione e cultura, partecipazione alla vita politica, sicurezza, ambiente, rapporti sociali, attività personali e salute. L’obiettivo era valutare il Bil, benessere interno lordo, in tutte le sue componenti: non solo, dunque, reddito e attività economiche, ma anche welfare, servizi, interazioni, rispetto della natura e attaccamento dei cittadini alla comunità. Perché non di solo denaro vive l’uomo.

Sul gradino più alto del podio, manco a dirlo, un centro altoatesino: Brunico. La ridente cittadina in provincia di Bolzano, capoluogo storico, culturale, economico e amministrativo del comprensorio della Val Pusteria, trionfa nettamente grazie all’elevato tenore di vita dei suoi abitanti e all’attenzione a cultura, istruzione e ambiente. Basti pensare, per esempio, ai tre musei e alle nove ore dedicate all’insegnamento della seconda lingua (quella tedesca) nelle scuole. O, perché no, all’impianto da 20 Megawatt, alimentato interamente a legna e biomasse, che riscalda l’80% delle case del territorio comunale.

Soddisfatto dei risultati della ricerca il primo cittadino di Piove di Sacco, Davide Gianella, secondo il quale “una buona amministrazione deve puntare su servizi di qualità, sulla capacità di dare risposte veloci ai bisogni primari, evitando il consumo di suolo e investendo sulla riqualificazione”. Quanto alla sicurezza, “noi abbiamo scelto di occuparcene in senso pratico, grazie alla sinergia con le forze dell’ordine, senza demagogia e inutili spauracchi” sottolinea Gianella. Un riferimento, forse nemmeno troppo velato, alla “linea dura” che Bitonci e Saia stanno portando avanti a Padova.

Positivo anche il commento di Francesco Lunghi, sindaco di Monselice: “Siamo molto contenti. Credo che sulla valutazione abbiano influito la scolarità, il numero e la qualità dei servizi, il livello della sanità. E, come si vede, le polemiche legate all’inquinamento del cementificio non hanno avuto peso: Monselice, infatti, ha già raggiunto i parametri del 20-20-20. Ora gli sforzi sono diretti a migliorare ancora, con interventi su viabilità, fibre ottiche, cultura, turismo e commercio”.

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