Il castello del Catajo è in pericolo: «Aiutateci a salvarlo»

A pochi metri dall'antico maniero potrebbe nascere un centro commerciale da 32 mila metri quadri, il più grande della provincia: «Effetti negativi su consumo di suolo, paesaggio e occupazione»

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DUE CARRARE. «Il castello del Catajo è in pericolo». Inizia così il lungo post comparso mercoledì pomeriggio sulla pagina Facebook ufficiale del maniero cinquecentesco, che ha ottenuto in poche ore 1.600 “Mi piace”, oltre 2.000 condivisioni e una miriade di commenti tra l’incredulo e l’indignato. Il motivo è presto detto: nelle scorse settimane la società Deda Srl, proprietaria dell’area a est del castello, a pochi passi dal casello autostradale di Terme Euganee, ha protocollato in Comune a Due Carrare un piano che prevede la realizzazione di un maxi centro commerciale da 32 mila metri quadri e dodici metri di altezza. Il complesso è stato progettato dallo studio L35 di Barcellona, che ha curato anche la ristrutturazione dello stadio Santiago Bernabéu di Madrid, e sarebbe finanziato dal fondo d’investimento “Orion European Real Estate Fund IV”. Il nuovo centro commerciale diverrebbe il più grande della provincia di Padova e uno dei più grandi del Veneto.

La notizia ha scatenato le proteste dell’Ascom Padova, che attraverso il suo presidente Patrizio Bertin ha definito la costruzione della struttura «uno sfregio al territorio, all’economia e alla cultura, che avrebbe effetti negativi, nell’immediato, sia sul consumo del suolo che sul commercio di vicinato e, nel medio periodo, anche sull’occupazione, visto che un nuovo posto di lavoro in un centro commerciale ne determina, nell’arco di tre-cinque anni, la perdita di quattro tra i dipendenti e titolari di piccoli negozi» (Mattino di Padova, 27 giugno 2017), ma anche della società civile e della politica, con il Movimento 5 Stelle intervenuto sull’argomento tramite le dichiarazioni al vetriolo della deputata Silvia Benedetti e del portavoce atestino Francesco Roin, che sottolineano le altissime percentuali di consumo di suolo a livello provinciale e regionale.

«In un qualsiasi paese civile tutti urlerebbero allo scandalo perché è allucinante l’idea di stravolgere il paesaggio ancora integro davanti a due importantissime realtà storico-artistiche come il Catajo e la Villa Mincana e in una zona di elevatissimo pregio ambientale come sono i Colli Euganei, e invece qui si parla di opportunità per il territorio» continua il post pubblicato su Facebook dalla pagina del castello. «Noi siamo convinti che non solo non lo sia, ma al contrario causi la perdita di una vera opportunità, cioè quella di pensare un’economia “diversa”, compatibile, rispettosa e dignitosa, dei luoghi e delle persone, non quella che asseconda i profitti delle grandi multinazionali creando una zona commerciale come ce ne sono un’infinità di uguali nel mondo, nelle periferie delle città».

Lo staff lancia infine un appello pubblico a tutti i cittadini, ricordando l’impegno profuso nell’ultimo anno e mezzo, quando l’imprenditore Sergio Cervellin cominciò i lavori di sistemazione della struttura per ridare al castello l’antico splendore: «Il Catajo ci metterà tutte le forze e le energie ma da soli non bastiamo, abbiamo bisogno di voi, amici a cui sta a cuore questo meraviglioso e magico luogo che da poco più di un anno è in fase di rinascita. Abbiamo bisogno che facciate girare la notizia e che possiate nel vostro piccolo farvi promotori e difensori dei nostri tesori e della nostra dignità».

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