«Buzzi non sfidi i cittadini con progetti di utilizzo dei rifiuti»

Nei giorni scorsi la dirigenza del gruppo che ha acquisito la cementeria aveva teso la mano a Miazzi, sottolinenando la propria attenzione per l'ambiente e invitandolo a visitare l'impianto. Fredda la risposta del movimento "Cambiamo aria": «L'ostentazione di trasparenza non ci incanta più»

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(Credits foto: Manuel Favaro)

MONSELICE. «Non sfidi la cittadinanza con non nuovi progetti di utilizzo di rifiuti, perché questo potrebbe creare uno scenario difficilmente governabile per tutti». È forte e chiaro il messaggio che il movimento civico “Cambiamo aria” invia ad Antonio Buzzi, direttore operativo di Buzzi Unicem, il gruppo che la scorsa primavera ha rilevato la proprietà della cementeria di Monselice. Il dirigente nei giorni scorsi aveva scritto una lettera aperta nella quale tendeva la mano a Francesco Miazzi, noto ambientalista del territorio nonché una delle figure più rappresentative del movimento. Ora la fredda risposta degli attivisti di “Cambiamo aria”, che esprimono tutto il loro scetticismo e ribadiscono la ferma indisponibilità ad accettare un eventuale futuro impiego di Css all’interno dell’impianto.

Nella sua missiva, Buzzi aveva invitato Miazzi a visitare lo stabilimento, evidenziando l’attenzione dell’azienda nei confronti dell’ambiente: «Siccome anche noi teniamo alla nostra salute e trascorriamo molte delle nostre giornate lavorative proprio presso i nostri impianti produttivi, vogliamo essere certi che la sicurezza sui luoghi di lavoro, le condizioni di lavoro e i livelli emissivi dei camini non solo siano a norma, ma siano aggiornati alle migliori tecnologie possibili di settore». Il dirigente aveva poi sottolineato come l’uso dei rifiuti, che è già realtà in altre cementerie del gruppo, risponda ai principi dell’economia circolare voluti dall’Unione Europea. Inoltre «anche le ceneri volanti o le loppe d’altoforno, materiali alternativi alle pozzolane naturali, hanno caratteristiche idrauliche idonee per poter essere impiegati all’interno dei cementi in parziale sostituzione del clinker, riducendo gli impatti ambientali e le emissioni di C02 per unità di prodotto». Ecco perché, aveva spiegato Buzzi, la recente acquisizione del 50% di Ecotrade, specializzata appunto nella fornitura di questi materiali.

Secca la risposta del movimento “Cambiamo aria”: «Senza falsa modestia, siamo diventati, purtroppo e nostro malgrado, dei seri esperti di cemento, dell’intero ciclo della sua produzione e soprattutto dell’ inquinamento e delle criticità che ne derivano per le persone e per il territorio» si legge nella lettera. «L’invito rivolto a visitare lo stabilimento e l’ostentazione di trasparenza fa parte di un metodo che conosciamo bene e che non ci incanta più». Gli attivisti non hanno dubbi: «Noi conosciamo bene lo stabilimento, conosciamo bene la crisi in cui si trova la produzione del cemento e sappiamo altrettanto bene che farete di tutto per bruciare rifiuti e introdurli in quantità sempre maggiori nell’intero processo produttivo, perché è questo il modo per fare soldi sicuri».

Il movimento “chiama” Buzzi a partecipare a uno dei suoi incontri: «Si renderà conto che non le sarà facile perseguire i suoi obiettivi, che per Lei sono garanzia di alto guadagno ma che sono contro la qualità della nostra vita e contro lo sviluppo futuro di un Parco e di un  territorio di pregio come il nostro». In chiusura l’avvertimento: «Accetti il consiglio di non sfidare la cittadinanza con non nuovi progetti di utilizzo di rifiuti, perché questo potrebbe creare uno scenario difficilmente governabile per tutti».

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