Buon Natale a chi lotta ogni giorno

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Auguri a Gianni, operaio. Da quarant’anni mantiene la famiglia col sudore della sua fronte. Lo licenzieranno da un momento all’altro, eppure un modo per andare avanti, ne è sicuro, lo troverà.

Auguri ad Ahmed, muratore marocchino. Costruiva la villetta di un manager quando è caduto dall’impalcatura. Era senza casco da lavoro, senza scarpe antinfortunistiche, senza imbragatura. Non potrà più muovere le gambe, ma non si perde d’animo. E ai figli continua a dire di avere fiducia nel domani.

Auguri a Leo, otto anni. Ne aveva sei quando la madre se n’è andata. In cielo, gli hanno detto, dove finalmente non prova più nessun dolore. Gli manca molto, però le vuole ancora bene, e la pensa sempre la sera prima di addormentarsi.

Auguri a Laura, ricercatrice. Si è trasferita negli Stati Uniti qualche mese fa, dopo aver cercato inutilmente un posto di lavoro in Italia. Ha dovuto salutare famiglia, amici e fidanzato, la loro assenza non smette di fare male. Ma piano piano si sta abituando alla sua nuova vita.

Auguri a Domenico, diciassette anni. Due settimane fa l’hanno salvato un istante prima che si gettasse da un cavalcavia, in tangenziale. Ha tanti problemi, eppure adesso ha scoperto che forse il senso sta proprio nell’affrontarli, questi problemi.

Auguri a Elisabetta, vent’anni, tossicodipendente. Ha iniziato a farsi a quattordici, quando il padre se n’è andato di casa e lei è rimasta sola con la madre alcolizzata. Dopo diciotto lunghi mesi in un centro specializzato, sta finalmente cominciando a vedere la luce. Forse non ha futuro, però vuole tentare di giocarsi le sue carte fino in fondo. Perché il tempo che ci è concesso è poco, e sprecarlo è pura follia.

Auguri ad Antonella, che avrebbe voluto essere mamma. Quando è rimasta incinta il suo capo le ha detto che doveva abortire, o l’avrebbe licenziata. Lei, senza lavoro, quel figlio non avrebbe mai potuto mantenerlo. E’ stata costretta a estirpare la vita dal proprio grembo, e ogni notte, in silenzio per non svegliare il marito, piange. Ma si ripete che verranno tempi migliori, e prima o poi riuscirà ad avere un altro bambino da amare con tutta sé stessa.

Auguri a chi si pone domande e non rinuncia a cercare le risposte. Auguri a chi ha ancora il coraggio di amare, lottare, sperare, immaginare, progettare, sognare. A chi cade e si rialza, a chi dà e non riceve, a chi vince una paura, a chi si lascia alle spalle una sofferenza, a chi chiede perdono per un errore. Auguri, soprattutto, a chi ce la mette tutta, e ogni benedetto giorno, mattone dopo mattone, prova a costruire un mondo che sia un po’ meno sbagliato.

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Davide Permunian
Vicentino di nascita, atestino di adozione. Classe 1993, scrivo regolarmente da quando ho 11 anni e ho collaborato a diversi progetti giornalistici. Appassionato di politica, sport, paesaggi e romanzi gialli. Mi piace scoprire nuove storie e raccontarle, portando alla luce le tante sfumature della realtà.

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