Una borsa di studio da 10 mila euro in memoria di Chiara Gemmo

È quella istituita dall'associazione "Tutti per Chiara" grazie ai fondi raccolti nel primo anno di vita. L'assegno è stato consegnato al prof. Roberto Gambari dell'Università di Ferrara

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MONTAGNANA. Diecimila euro destinati all’istituzione di una borsa di studio in memoria di Chiara Gemmo. È la somma raccolta durante il primo anno di vita dall’associazione “Tutti per Chiara”, l’ente no profit costituito in memoria della giovane promessa nel campo delle scienze biomediche, prematuramente scomparsa nel luglio 2016 in un tragico incidente in Bolivia. I risultati sono stati presentati durante l’assemblea plenaria dei soci che si è tenuta domenica 18 febbraio al Villaggio della Gioventù.

Il ritrovo, la cui data è stata prossima a quello che sarebbe stato il ventottesimo compleanno di Chiara, si è aperto con un emozionante momento di ricordo, volto a trasmettere a tutti i presenti un’immagine viva e profonda della giovane. È poi seguita l’assemblea vera e propria in cui il presidente Thomas Falamischia e alcuni esponenti del direttivo hanno esposto le finalità dell’associazione, illustrando i risultati raggiunti nel corso del primo anno di vita e gli obiettivi futuri. Insieme ad Antonio Gemmo, papà di Chiara, il presidente ha consegnato al professor Roberto Gambari, direttore del dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie dell’Università di Ferrara, un assegno di 10 mila euro, destinato all’istituzione della prima borsa di studio “Chiara Gemmo” finanziata da “Tutti per Chiara”.

Un risultato considerevole – se si pensa che l’associazione è nata meno di un anno fa – frutto dei fondi raccolti grazie agli eventi (su tutti “Calici sotto le mura” e “Ricerchiamoci“) e ai tesseramenti realizzati nel 2017. Gambari, che ha tenuto un lungo discorso di ringraziamento, ha puntualizzato il proprio impegno nella curatela di lavori scientifici in cui Chiara è coautrice e ha garantito la propria volontà di una continuativa collaborazione con “Tutti per Chiara”. «Tutto ciò è stato possibile grazie alla famiglia di Chiara, una famiglia straordinaria che ha scelto di condividere con noi questo dolore, solo la loro volontà ha reso possibile che diventassimo “Tutti per Chiara”» il commento del presidente Thomas Falamischia. «Portare avanti l’operato di Chiara è per noi un modo per curare un dolore che abbiamo scelto di non nascondere, ma di vivificare».

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