«Basta Pfas»: diecimila persone in corteo a Lonigo (FOTO)

Presenti anche diversi genitori di Montagnana e alcuni sindaci della Bassa Padovana. Il comitato: «Il problema esiste e adesso siamo in tanti a interessarcene»

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LONIGO. Un fiume di gente che dice no ai Pfas. Almeno diecimila persone hanno partecipato domenica a Lonigo, nel vicentino, alla grande manifestazione indetta dai comitati dell’area rossa per chiedere a gran voce acqua libera dalle sostanze perfluoroalchiliche. Presenti anche gli assessori regionali Luca Coletto, Gianpaolo Bottacin e Manuiela Lanzari, i presidenti di Provincia di Vicenza e Verona, Achille Variati e Antonio Pastorello, e un centinaio di sindaci. Tra questi alcuni amministratori della Bassa Padovana: il primo cittadino di Montagnana Loredana Borghesan, i colleghi Claudia Corradin (Merlara), Michele Sigolotto (Saletto), Andrea Vanni (Vighizzolo), e l’assessore Francesca Gazzabin (Sant’Elena). Tra canti, musica e striscioni il corteo, composto in gran parte da famiglie e bambini e aperto dagli sbandieratori montagnanesi, è partito alle 10 dal parco ippodromo e ha poi raggiunto il centro di potabilizzazione di Madonna di Lonigo.

A chiudere la giornata un suggestivo momento di preghiera interreligiosa orchestrato dal vescovo di Vicenza Beniamino Pizzol e da alcuni rappresentanti delle comunità musulmane e sikh della zona. «Il messaggio di oggi è chiaro: adesso siamo in tanti a interessarci dell’inquinamento da Pfas, non più pochi allarmisti come diceva qualcuno all’inizio. Il problema esiste e non è una nostra invenzione» affermano dal comitato dei genitori di Montagnana. Quanto ai nuovi limiti introdotti di recente dalla Regione, «per noi la questione è molto semplice: la quantità di Pfas nell’acqua che utilizziamo deve essere il più vicina possibile allo zero. Qualcosa si è fatto, è vero, anche se forse ci si poteva muovere prima». Le iniziative del comitato, ovviamente, non si fermeranno: «Vogliamo proseguire l’opera di sensibilizzazione rivolgendoci in particolare a coloro che sono ancora scettici, indifferenti o negano l’emergenza. Nel frattempo continueremo a collaborare con Comune, Regione e altri gruppi no Pfas».

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