Baone, rifugiati politici ospitati nell’ex casa di accoglienza per minori

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(Foto: www.quotidianomolise.com)
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Dopo l’esperienza di alcuni comuni della Bassa Padovana tra cui Montagnana, Este e Monselice, anche Baone si appresta a ospitare nei prossimi giorni quindici rifugiati politici provenienti da zone quali la Liberia, Siria, Somalia e Sudan, luoghi in cui imperversano senza sosta sanguinose guerre civili.

A differenza delle persone ospitate negli altri comuni, stavolta si tratta appunto di rifugiati politici, ragion per cui non possono essere considerati semplici immigrati (termine di cui spesso si abusa). Il rifugiato politico infatti è colui che secondo la Convezione di Ginevra “temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di tali avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra” (Articolo 1 A)”.

Pur essendo a conoscenza del motivo che ha spinto queste persone a fuggire dalla loro terra, l’arrivo previsto per la prossima settimana ha infuocato gli animi di molti abitanti della zona. Martedì scorso i cittadini hanno avuto modo di confrontarsi con i responsabili del progetto di accoglienza gestito dall’associazione Percorso Vita Onlus, ma questo non è bastato a tranquillizzare i residenti.

Percorso Vita Onlus, associazione presieduta da don Luca Favarin che da anni vive a stretto contatto con persone le cui realtà sono le più tragiche e sconvolgenti, ha deciso di gestire l’accoglienza dei 15 rifugiati politici. Il nuovo progetto è stato concordato con la prefettura di Padova: durerà circa un anno e prevede l’assegnazione di 30 euro giornalieri destinati a coloro che fuggono dalla loro terra, teatro di guerre e massacri, e giungono in Italia. I rifugiati troveranno accoglienza a Baone, nella struttura di via Padova, l’ex casa di accoglienza per minori di Giovanni Piovancondannato a 17 anni di reclusione per il reato di pedofilia.

Il presidente Don Luca Favarin ha annunciato che sugli ospiti verranno effettuati dei controlli giornalieri e nei mesi successivi saranno organizzati incontri con le forze dell’ordine locali per fare il punto della situazione.

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