Bagnoli di Sopra, traffico illecito di rifiuti: chiusa l’indagine, quattro persone coinvolte

La discarica abusiva era stata scoperta a fine maggio: coinvolte due ditte in totale. Trentasette i viaggi effettuati dai camion di due ditte, 2.000 metri di cubi di rifiuti trasportati e scaricati

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BAGNOLI DI SOPRA. Era fine maggio quando una vera e propria discarica abusiva, nel cuore della zona industriale, veniva scoperta dalla cittadinanza e bloccata dall’amministrazione di Bagnoli di Sopra. Una distesa di rifiuti speciali meccanici scoperti e sequestrati: ferro, alluminio e guaine bituminose in avanzato stato di decomposizione erano solo alcuni dei materiali pericolosi e inquinanti ritrovati nel sito.

Un via vai di autoarticolati stranieri aveva destato non pochi sospetti ai residenti di via Settima Strada che, dopo aver visto alcuni uomini scaricare dei materiali all’aria aperta, avevano allertato l’amministrazione comunale. Una decina di camion provenienti dall’Austria hanno riversato una vasta quantità di materiale nocivo in un’area ormai dismessa della zona industriale, da tempo posta sotto curatore fallimentare. I cittadini, una volta scoperta la discarica, allo scopo di intercettare i responsabili, hanno effettuato degli appostamenti – anche notturni – riuscendo così a individuare uno dei trasportatori che depositava illecitamente i rifiuti sul terreno.

Proprio l’intervento attivo della cittadinanza di Bagnoli di Sopra ha dato il via all’indagine dei carabinieri della Forestale, chiusa in questi giorni dal pm Benedetto Roberti. Nel registro degli indagati sono state iscritte quattro persone, che avrebbero svolto 37 viaggi trasportando e scaricando circa 2.000 metri cubi di rifiuti, nocivi e non. Nei guai i due autisti intercettati e i legali rappresentanti di due ditte, l’austriaca Mla Trading Gmbh e la vicentina Generation 3.0, entrambe coinvolte nello smaltimento illecito di rifiuti.

Erano i camion intestati alla ditta austriaca – in realtà una scatola vuota utilizzata per rendere difficile la rintracciabilità dei mezzi – i protagonisti del traffico abusivo, venuto alla luce grazie ai tabulati telefonici e all’ispezione dell’Arpav di Vicenza nella sede di Generation 3.0. Il capannone e l’area attorno al quale avveniva lo smaltimento dei materiali era stato da poco comprato all’asta dal titolare di un’impresa miranese che, in un primo momento, era stato indagato. Nel corso dell’indagine, però, la procura ha chiesto l’archiviazione della sua posizione scagionandolo da ogni tipo di riferimento.

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