Arzergrande, riciclaggio oltreoceano: sequestrati beni per 1,3 milioni di euro a un gioielliere

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(Fonte foto: www.veneziatoday.it)
(Fonte foto: www.veneziatoday.it)

Un milione e 350mila euro di beni sequestrati a Ivone Sartori, il gioielliere 50enne di Arzergrande accusato di estorsione e riciclaggio. Era lo scorso febbraio quando la Guardia di Finanzia scovava una vera e propria associazione a delinquere tra le vie del Piovese. Figlia di un’inchiesta sul sistema di riciclaggio made in Usa del proprietario di un’altra nota attività del Piovese – Pasticceria Destro, il cui titolare è stato arrestato nel 2013 per usura ed estorsione – l’indagine ha avuto inizio durante i primi mesi del 2014, ben un anno prima dalla retata delle Fiamme Gialle.

Al vertice dell’organizzazione usuraia, oltre al dottor Tito Sala – dirigente del reparto di otorinolaringoiatria di Piove di Sacco – dagli ultimi sviluppi sembrerebbe esserci anche il gioielliere Sartori. I due erano a capo di una macchina di riciclaggio di denaro, derivante da attività illecite, reinvestito negli Stati Uniti d’America. I boss dell’occupazione di stampo mafioso avrebbero acquistato oltreoceano, per la precisione tra le spiagge di Miami, un numero indefinito di immobili per eludere il fisco italiano. Il fiume di denaro sporco, si parla di almeno 2 milioni di euro, proviene da atti illegali quali usura, estorsione ed evasione fiscale.

Ora, a sette mesi dallo scoppio dello scandalo, Sartori verrà portato in tribunale e verrà processato. Nel frattempo al gioielliere evasore sono state sequestrate un’auto sportiva (Audi S8), uno yacht da riporto da 17 metri, alcune quote societarie di cinque società, due unità immobiliari, una casa e un locale commerciale tra Piove di Sacco e Codevigo. Il malaffare è stato portato a galla da un passo falso dello stesso frodatore nella dichiarazione dei redditi presentata alla Guardia di Finanza la quale, scavando nelle ricerche, ha scovato più di un’altra decina di indagati clienti del raggiro fiscale ideato dal gioielliere e dal medico. Liberi professionisti, commercianti e imprenditori: la matassa del riciclaggio “alla oltreoceano” sembra non aver risparmiato nessuno.

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