Allarme Coldiretti: «Il gelo mette a rischio i frutteti della Bassa»

La preoccupazione maggiore è per le “drupacee”, vale a dire pesche, susine, albicocche, ciliegie e mandorle: nella provincia di Padova si contano complessivamente 600 ettari

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(I Colli Euganei coperti di neve ieri. Foto di Manuel Favaro)

MONSELICE. La sferzata del gelo attesa anche in provincia di Padova nelle prossime ore, con temperature che scenderanno ben al di sotto dello zero per alcuni giorni, mette a rischio quasi 600 ettari di pesche, susine, albicocche, ciliegi e mandorle. A lanciare l’allarme sono gli agricoltori. «Le temperature dell’ultimo mese sono state decisamente miti. Questo clima poco invernale ha anticipato in alcuni casi il risveglio vegetativo delle piante da frutto, che in alcune zone si presentano già con le gemme gonfie, le quali in caso di gelate potrebbero subire danni» spiega Paolo Minella, responsabile ambiente di Coldiretti Padova. La preoccupazione maggiore è per le “drupacee”, vale a dire pesche, susine, albicocche, ciliegie e mandorle: nella provincia si contano complessivamente 600 ettari. A essere interessati sono soprattutto la zona tra Monselice e Conselve e parte della Bassa Padovana per i frutteti, e i Colli Euganei per la massiccia presenza di ciliegi.

«Tutto dipenderà da quanto le piante si bagneranno con le precipitazioni delle prossime ore. Se dopo la pioggia o la neve vi sarà subito il crollo delle temperature, addirittura fino a cinque-sette gradi sotto lo zero, il rischio è che l’acqua depositata sulle gemme ghiacci, provocando l’esplosione delle cellule e la morte delle piante» afferma Minella «Chi è attrezzato sta cercando di proteggere con teli le piante più sensibili al freddo. Non dovrebbero esserci particolari problemi per gli ortaggi invernali a pieno campo come cavoli, verze, cicoria e broccoli, a patto che il gelo sia limitato a pochi giorni e non arrivi a “bruciare” le piante. Lo stesso si può dire per i seminativi e per i vigneti. La situazione in ogni caso dovrà essere tenuta sotto controllo costantemente, nella speranza che la morsa del gelo si allenti il prima possibile».

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