Abbandonata ma mai demolita: lo strano caso della centrale “dimenticata” in zona Meggiaro a Este

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centrale elettrica este 1
(Veduta della centrale elettrica abbandonata di Este)

Ogni abitante di Este, passandoci accanto, almeno una volta si è chiesto perplesso: a cosa serve questa struttura fatiscente? Perché non è ancora stata demolita? Poi, con il tempo, l’occhio ci si è abituato e tanto squallore è riuscito a passare inosservato. Stiamo parlando della cabina primaria (questo il nome tecnico) dell’Enel che si affaccia tra le villette residenziali in via Petrarca, zona Meggiaro. La storia travagliata che la riguarda oltrepassa i confini comunali ed arriva fino a Battaglia Terme in via Chiodare, dove troviamo una ex-cabina primaria nello stesso stato di abbandono.

Per scoprirne le tappe, bisogna andare a ritroso negli archivi del Mattino e del Gazzettino nel periodo che va dal 2005 al 2010, in quelle pagine in cui si parla dell’interramento dell’elettrodotto che va da Este a Monselice. Poiché la vicenda appare fin da subito intricata e difficile da ricostruire, siamo andati a parlare con uno dei protagonisti di questa battaglia, Francesco Miazzi, il leader del comitato ambientalista “Lasciateci Respirare” che è stato anche consigliere comunale a Monselice tra il 2004 e il 2009.

“Tutto ha origine nel 1994, quando l’Enel presentò un progetto in cui proponeva di sostituire il vecchio elettrodotto a 50 KVche collega Monselice ad Ospedaletto con un moderno impianto a 132 KV su tralicci. Il comitato, costituitosi da poco, sentì fin da subito questa causa come propria: non solo per motivi paesaggistici (le linee transitano nel bel mezzo del Parco Colli), ma soprattutto a salvaguardia della salute; studi condotti in quel periodo – a cui pochi tuttavia credevano – affermavano che le emissioni provocate dal campo elettromagnetico potessero essere la causa di tumori e leucemie”. Il problema sussisteva già, soprattutto nella zona Meggiaro di Este, dove i tralicci si trovano a ridosso delle abitazioni, come d’altronde la stessa cabina primaria.

(La cabina di Battaglia Terme)
(La cabina di Battaglia Terme)

Com’è stato scelto di intervenire? “Abbiamo portato avanti la battaglia per l’interramento dei cavi per ben 10 anni, attraverso blocchi stradali, picchetti e quant’altro, con l’appoggio dell’Amministrazione comunale di Baone, il più coinvolto nella faccenda. La cosa più sconcertante era che Enel avesse ottenuto le autorizzazioni per costruire una simile opera all’interno del Parco Colli senza alcuna opposizione”. Nel Piano Ambientale del Parco Colli, infatti, si legge al Capo VI, Articolo 30: “Nel territorio del Parco non sono ammessi attraversamenti con elettrodotti o reti di adduzione di gas o carburanti – se non regolati da specifica convenzione con l’Ente Parco o da un suo preventivo parere, purché finalizzati alla razionalizzazione delle reti esistenti – salvo che per le utenze locali e con reti interrate lungo strada, evitando ogni incidenza sulle aree collinari agricole o boscate”.

Quando si è giunti ad un accordo? “Nel luglio 2006 si riuscì finalmente a siglare un protocollo d’intesa tra Provincia, Comuni, Parco, Regione ed Enel per l’interramento dei tratti di elettrodotto ricadenti nella zona Colli, che prevedeva tra l’altro la demolizione di alcuni tralicci a 132 KV già costruiti, ma non veniva citato lo smantellamento della vecchia linea a 50 KV e con essa le cabine primarie di Este e Battaglia Terme. Per questo intervento furono stanziati dagli enti – quindi in definitiva dalla collettività – ben 3.6 milioni di euro così suddivisi: 400 mila dalla Provincia, 100 dai Comuni di Este, Baone, Monselice, 2800 dalla Regione e 100 dal Parco Colli”. Capiamo quindi di essere di fronte ad un’opera incompiuta, per cui sono state spese ingenti risorse, di cui alcune risultano essere ancora a bilancio dei Comuni interessati.

(Altro scatto della centrale elettrica di Este)
(Altro scatto della centrale elettrica di Este)

Quali parti del patto non sono state rispettate? “Manca l’interramento dei tratti a 132 KV posti all’interno del Parco (da Este via Chiesette Branchine alla Cementeria Zillo, e la derivazione alla cementeria ex Radici di Monselice)”.

La domanda sorge spontanea: venne mai promesso l’abbattimento delle vecchie linee, e con esse delle cabine?“Probabilmente l’unico documento in cui viene menzionata la questione è stato il Comunicato Stampa diffuso da Enel nel luglio 2006, dove si legge testualmente: “Al termine dei lavori Enel procederà alla demolizione di numerosi tratti di elettrodotti aerei a 60.000 Volt nel cuore del Parco Colli e la dismissione della vecchia cabina primaria di trasformazione alta-media tensione ubicata nella città di Este”, ma non è stato più fatto nulla per sollecitare il compimento d’opera”.

Così l’intera questione è stata dimenticata dalle Autorità, assieme ai tralicci che deturpano ancora aree residenziali e luoghi ad alto valore paesaggistico, e alla ruggine che riveste il fantasma di una cabina ormai dimenticata.

 

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