Costruiamo insieme la tua impresa personale

Tanti sacrifici nel ciclismo e nel triathlon. Un giuramento da onorare. Poi la svolta: il personal trainer di Monselice Matteo Zenna racconta la sua storia

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(Informazione pubblicitaria. Testo a cura di Matteo Zenna, personal trainer funzionale per il ciclismo e il triathlon)

Mi capita sempre più spesso di mettermi al servizio di persone che cercano la propria
impresa personale. Ma cos’è un’impresa personale? È una sfida con sé stessi e con i propri limiti. Per alcuni si concretizza semplicemente nell’obiettivo di rimettersi in forma, di ricominciare a correre, portare a termine una maratona, una gran fondo o un ironman. Cosa spinge una persona all’impresa? Difficile dirlo. Ognuno trova le proprie risposte
dentro di sé. Qualunque sia la vostra sfida, io vi posso aiutare, perché ho fatto della
mia vita un’impresa: erano gli anni Ottanta e i modelli per i bambini di allora erano Rocky, Rambo e affini. A me regalarono una bicicletta da corsa. A 11 anni, carico di aspettative e con sigle motivazionali come “Eye of the Tiger” in testa, partecipai alla mia prima gara. Arrivai ultimo e rischiai pure di cadere.

Niente di strano, fino a questo punto, se non fosse per il fatto che spente le luci e chiuso il triste sipario nella mia cameretta, mi ripromisi che un giorno avrei vissuto di sport, che sarei diventato un professionista. Non avevo, però, fatto il conto con i miei limiti. Non ho mai avuto delle grandi doti fisiche ma già dalla gara successiva e per i dieci anni a seguire non ho fatto altro che inseguire il mio sogno – con risultati deludenti – senza mollare mai. Questa lotta continua contro me stesso e contro la mia inadeguatezza non mi ha mai portato alla vittoria, bensì mi ha fatto sviluppare un mix di resilienza, astuzia e perizia tecnica che erano le uniche risorse a mia disposizione per combattere contro ragazzi fortissimi che vincevano senza fatica.

Vedevo loro come dei titani irraggiungibili e mi sentivo frustrato. Quando un medico sportivo mi mise di fronte l’evidenza, spiegandomi che forse avrei fatto meglio a cambiare lo sport, lo feci. E scelsi il triathlon, tanto per non farmi mancare niente. Nel frattempo fui assunto come promotore editoriale alla De Agostini di Novara in quanto, a differenza dei medici sportivi, il mondo del marketing mi riconobbe delle capacità che in pochi anni mi fecero fare carriera. Parallelamente, a costo di grandi sacrifici, anche la mia carriera nel triathlon faceva qualche passo avanti, fino a trovare uno sponsor che mi consentì di  finanziare il mio primo ironman. Mi resi però conto che per rispettare il giuramento di “vivere di sport” non stavo percorrendo la strada giusta. I trent’anni si avvicinavano e iniziò a maturare in me l’idea di convertire la mia attività sportiva da atleta a tecnico.

Iniziai così uno studio severo e disperatissimo sulle tecniche di allenamento. Nel 2006 aprii la mia prima palestra in una frazione di un Comune da 4 mila abitanti, nel 2011 la seconda. Dal 2015, anno in cui ho deciso di sospendere la collaborazione con De Agostini per mancanza di tempo da dedicarvi, amministro la palestra Move di Monselice. Ora vivo di sport e ho aperto la mia scuola di triathlon. Potrei arricchire la storia con tanti aneddoti di ex campioni che oggi vengono a chiedermi se possono fare qualcosa in palestra. Nella mia zona mi conoscono tutti e, spesso, occupo le pagine della cronaca sportiva locale più di quanto facessero le persone che invidiavo quando ero un ciclista e un triatleta da posizioni di rincalzo. Scegli la tua impresa e raggiungiamola insieme!

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