Turismo e cultura, Abano e l’Università verso un accordo di collaborazione

I due enti metteranno in rete i propri patrimoni rendendoli fruibili da turisti, studenti e pubblico, anche in vista delle celebrazioni per gli 800 anni dell'ateneo patavino

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Il sindaco di Abano Terme Federico Barbierato con il rettore dell’Università di Padova Rosario Rizzuto

ABANO TERME. Il Comune di Abano Terme e l’Università degli Studi di Padova collaboreranno per ampliare l’offerta turistica e culturale delle due realtà, affinché queste mettano in rete i propri patrimoni rendendoli fruibili da turisti, studenti e pubblico. Si sono incontrati mercoledì mattina, nella sala delle cerimonie di Villa Bassi, il sindaco aponense Federico Barbierato e il rettore Rosario Rizzuto. I due hanno siglato il patto “Sinergie per il futuro”, con l’obiettivo di giungere a breve a un accordo quadro che formalizzi la ritrovata sinergia. L’occasione per riallacciare i rapporti è il compleanno dell’ateneo patavino, che nel 2022 compirà 800 anni.

Tra le proposte lanciate ci sono un approfondimento per celebrare la figura di Pietro D’Abano, biglietti di interscambio per l’accesso all’Orto botanico (anche a scopi didattici) e agli altri siti di interesse turistico, quali Villa Bassi (che da settembre 2018 sarà trasformata in museo con collezioni permanenti e uno spazio espositivo per mostre temporanee). L’Università si impegna inoltre a implementare l’offerta turistica per gli studenti di Padova per usufruire dei servizi di Abano Terme; il Comune, dal canto suo, potrà estendere l’offerta turistica con pacchetti di visite a Padova nelle strutture espositive dell’ateneo. Abano si propone infine di mettere a disposizione il servizio di accoglienza alberghiero e di spazi per conferenze per ospitare gli incontri proposti dall’Università.

«Vogliamo dare avvio a una collaborazione non sporadica, capace di portare il sapere e la ricerca in un territorio che vede già l’Università di Padova presente con gli studi relativi alle cure fango-terapiche» sottolinea Barbierato. «Il nostro è un territorio con un’imprenditoria diffusa che deve sempre più orientarsi alla qualità e all’eccellenza, ponendosi in modo propositivo e propulsivo nel mondo economico». «L’Università è patrimonio di un territorio che va oltre la città e che interessa tutto il Veneto e la relazione continua con l’ambiente, gli enti e i soggetti che vi insistono costituisce un salto di qualità in termini di innovazione tecnologica e di relazioni culturali» spiega Rizzuto. «Il percorso che vogliamo intraprendere si deve sostanziare in fatti concreti, quali ad esempio la valorizzazione del patrimonio culturale del territorio, compresa l’apertura nei prossimi anni del Museo della Natura e dell’Uomo nella sede di Palazzo Cavalli a Padova».

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