Trasparenza, onestà e legalità. Per “CambiAbano” si può fare

Michele Di Bari, candidato sindaco delle lista civica, si presenta alla cittadinanza rimarcando l'autonomia del movimento dai meccanismi di partito. «CambiAbano sono le nostre facce»

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ABANO TERME. Un nuovo aspirante sindaco per gli aponensi. Michele Di Bari e la squadra di “CambiAbano” si presentano a un centinaio di cittadini, dal palco del CRC di Abano Terme. Trasparenza, onestà e legalità le parole chiave della lista civica che, ricorda il candidato «non ha alle proprie spalle piccoli simboli di partiti politici, ma solo le facce di coloro che si impegneranno per la città».

La caserma 1° Roc trasformata in un polo di ricerca universitario, il rilancio delle attività produttive attraverso il “centro commerciale naturale” e un rappresentante di frazione che aggiorni il primo cittadino riguardo la situazione di ciascun quartiere per garantirne la sicurezza. Sono queste le priorità di “CambiAbano”, che per stilare il proprio programma guarda anche a modelli virtuosi di realtà italiane ed europee. Il termalismo sarà una priorità per Di Bari, convinto che tale risorsa debba proporre un’offerta che va oltre la cura termale, fungendo soprattutto come prevenzione per le malattie infiammatorie. In questo modo, secondo il candidato si potrà ampliare il bacino di utenti e il target che soggiornerà ad Abano Terme.

Quando la parola passa al pubblico, viene chiesto a Di Bari quali sarebbero le priorità dei primi 100 giorni di governo. «Faremo ripartire la macchina. Gli impiegati comunali vanno rassicurati, va detto loro che saranno trattati con rispetto e coinvolti nelle decisioni. Qualora arrivassimo secondi il nostro compito diventerebbe vigilare sull’operato della maggioranza, ma noi non consideriamo tale possibilità, pensiamo a guidare Abano». «Basta con la politica calata dall’alto, è tempo di condividere idee strategiche insieme. Siamo un gruppo giovane, la nostra età media è intorno ai 30 anni – continua il candidato – siamo molto critici l’uno con l’altro e proprio da questo nascono dialogo, confronto e idee».

Il pubblico interroga “CambiAbano” anche sul futuro del Parco Regionale dei Colli Euganei. «Il movimento è contrario allo smantellamento del parco, che grazie alla propria biodiversità rappresenta una risorsa economica da promuovere nel contesto turismo termale, che tocca in prima persona il territorio aponense». Sulla questione, Di Bari poi aggiunge «bisogna anche dire che il parco è stato mal gestito e che esistono dei problemi che vanno risolti. Abano ha potuto dire poco su questo tema, perché commissariata, sarà necessario fare sentire la propria voce ».

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