Este in Fiore, Zaramella: «Sarà come una Fiera». Stoppa: «Privatizzazione scelta incomprensibile»

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ESTE. Non si sono fatte attendere le reazioni politiche dopo che l’Amministrazione comunale ha annunciato le principali novità della sedicesima edizione di “Este in Fiore”, in programma dal 21 al 23 aprile. Il primo a intervenire è stato Carlo Zaramella, che dal 2002 al 2008 ha seguito l’organizzazione della manifestazione. «Leggere che si punterà sull’enogastronomia significa chiudere la storia di “Este in fiore” come evento specializzatosi attorno al fiore; significa introdurre categorie merceologiche diverse, che trasformeranno questo evento più in una grande festa di primavera, una sorta di nuova “Fiera dell’estense”. Significa voltare pagina rispetto ai 15 anni di un progetto che aveva avuto l’obiettivo, raggiunto, di ritagliarsi uno spazio a livello nazionale» scrive sui social il consigliere comunale di “Este Sicura”. Che tuttavia, nonostante le perplessità espresse, chiude con un augurio: «Sarà bello lo stesso? Sarà diverso. E al di là delle diverse opinioni, che sia un momento di aggregazione della città!».

Stefano Agujari Stoppa, artefice della kermesse dal 2009 al 2016, punta il dito contro la scelta di affidarne la gestione a un’azienda. «Non entro nel merito del format: è legittimo che ogni Amministrazione dia la propria impronta alla manifestazione» afferma il consigliere comunale delle Civiche d’Este. «Mi dispiace invece veder consegnare nelle mani di una realtà esterna un evento che negli anni si è procurato una notorietà importante e che quindi, dal punto di vista dei numeri, sarà quasi certamente un successo». L’ex vicesindaco fatica a digerire la decisione. «Di norma si privatizza qualcosa che non funziona. Posso assicurare che “Este in Fiore” ha sempre funzionato molto bene per qualità dell’offerta, presenze di visitatori ed equilibrio finanziario. Nei prossimi giorni pubblicheremo i dati ufficiali che lo certificano».

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