Bonifica C&C: inviata la lettera per ottenere i finanziamenti da Roma

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PERNUMIA É stata presentata ieri la richiesta al Ministero per ricevere nuovi stanziamenti che permettano il risanamento dell’ex C&C, la fabbrica di veleni situata nei pressi della Statale Adriatica al confine tra i Comuni di Pernumia, Battaglia Terme e Due Carrare.

LA STORIA. L’azienda, nata nel 2002, si sarebbe dovuta occupare del recupero e della depurazione di rifiuti speciali provenienti da industrie chimiche, siderurgiche e termoelettriche. Nel 2005, tuttavia, le indagini su un traffico illegale di rifiuti tossici hanno portato al sequestro dell’edificio e all’arresto del titolare. Montagne di cloruri, fluoruri, solfati, idrocarburi e metalli pesanti, in concentrazioni di molto superiori al limite consentito, sono stati depositati nel sito risultando pericolosi per la salute e per l’ambiente.

IL NUOVO BANDO. Pochi giorni fa la deputata Gessica Rostellato, per mezzo di una lettera ai sindaci dei tre paesi coinvolti, aveva segnalato: «Nella legge di bilancio per il 2017 (al comma 140 dell’art.1) è stato istituito un fondo finalizzato alla soluzione di questioni oggetto di procedure di infrazione europea in ambito di risanamento ambientale, bonifiche e difesa del suolo». Il fondo europeo individuato è notevole e prevede lo stanziamento totale di 1900 milioni di euro per il 2017 e di circa 3000 milioni di euro all’anno fino al 2032. Dal momento che, a stabilire l’utilizzo del denaro è il presidente del Consiglio dei Ministri su proposta dei Ministeri interessati, il sindaco Luciano Simonetto si è attivato tempestivamente inviando nella capitale la richiesta di nuovi stanziamenti.

I destinatari della lettera, inviata ieri dal primo cittadino del Comune di Pernumia, sono il Presidente del Consiglio (Gentiloni), il ministro dell’Economia e delle Finanze (Padoan), il ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare (Galletti) e, per conoscenza, il presidente della Regione Veneto (Zaia), il presidente della Provincia di Padova (Soranzo) nonché i sindaci dei paesi limitrofi.> Pernumia, paese capofila nel progetto di smaltimento e bonifica in qualità di possessore temporaneo dell’area, collabora da anni con i comuni di Due Carrare e Battaglia Terme con la finalità di trovare il denaro necessario a risolvere la situazione.

LE CRITICITÀ. Delle 52 mila tonnellate di rifiuti pericolosi, 5 mila sono state smaltite. Le opere di bonifica effettuate sinora sono state finanziate con gli stanziamenti ricevuti dalla Regione e dalla Provincia. Tuttavia 47 mila tonnellate di polveri nocive sono tuttora stipate all’interno di depositi fatiscenti limitrofi alle abitazioni di Battaglia Terme, Due Carrare e alla falda acquifera che per mezzo del fiume Vigenzone porta al mare. «La sicurezza dei cittadini è la nostra priorità – ripete il sindaco Simonetto – lo spazio che separa il Vigenzone dal sito inquinato è ridottissimo: se l’acqua straripasse le polveri tossiche contenute nei capannoni verrebbero inondate, disciolte e trasportate dalla corrente fino in laguna».

LA SITUAZIONE ATTUALE. Nel frattempo l’amministrazione di Pernumia è in collegamento con la Cuc (centrale unica committenza), un ente per l’accentramento e la gestione delle gare ad evidenza pubblica finalizzata a razionalizzare la spesa pubblica. Sarà quest’ultima, probabilmente entro febbraio, ad aggiudicare 1 milione e 100.000 euro per il proseguo delle bonifiche.

In questo modo le autorità sperano di giungere reperire i fondi necessari per il risanamento completo del sito che, all’emergere della problematica, prevedeva un costo di circa 12 milioni di euro. Sulla vicenda il primo cittadino pernumiano sottolinea: «Tutti i responsabili di questo disastro ambientale sono stati assolti attraverso il patteggiamento. Nessuno di loro ha pagato per risolvere il problema che hanno creato e io avanzo un indenizzo di 100.000 euro».

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