Barbierato, il candidato sindaco che non vuole etichette

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ABANO TERME. Al teatro Marconi di via Pio X, più di 350 persone hanno assistito alla presentazione di Federico Barbierato alla carica di sindaco di Abano. Con la giornalista di La7 Micaela Faggiani come spalla il candidato, che ha lasciato dopo dodici anni la carica di direttore generale Ascom Confcommercio Padova per intraprendere la corsa elettorale, si è presentato spiegando i punti principali del proprio programma.

Barbierato ha le idee chiare su come dovrebbe essere una buona amministrazione e, quando critica le scelte politiche del recente passato, affermando che «un sindaco non può girarsi dall’altra parte quando i cittadini chiedono risposta perché – continua con forza il 47enne aponense – la città non si deve accontentare, questa è l’ultima chiamata per Abano Terme» scattano i primi applausi della serata.

Il candidato, che si propone con una propria lista civica “Federico Barbierato Sindaco per Abano Terme”, appoggiata da una lista dedicati ai giovani, una allo sport e che verrà sostenuto anche da Partito Democratico e Cittadini per il Cambiamento, viene subito interpellato sulla questione migranti. A tal proposito Barbierato ritiene fondamentale progettare il 1° Roc, ora abbandonato, cosicché l’ex caserma non presenti più un pericolo per l’arrivo di centinaia di migranti. Inoltre «la nostra città registra 1 milione 850 mila presenze l’anno, Abano deve restare una città a vocazione turistica e quando si parla di arrivi di migranti questo va tenuto in considerazione». L’idea del candidato è quella di rendere il comune un luogo del benessere, non solo per chi soggiorna negli alberghi ma anche per i cittadini che «devono provare questa sensazione camminando per strada senza inciampare sul marciapiede dissestato». Nelle quasi due ore di intervento, dove i cittadini in platea hanno interagito con molte domande che chiedevano all’aspirante sindaco la propria posizione su verde, trasporti, scuole e turismo – tanto per citarne alcune – si è parlato anche del Parco Colli. Barbierato si dice contrario alla riduzione del Parco che, afferma «deve però essere fatto funzionare ed essere raccontato ai turisti, che devono conoscere le potenzialità del territorio».

«Federico, perché candidarsi a sindaco?» chiede la Faggiani. «Perché sono matto – ironizza –. Desidero essere un esempio per i miei figli e mettermi in gioco per ricostruire negli aponensi la voglia di partecipare». Barbierato afferma, poi, «la politica non mi cambierà e non voglio che mi vengano messe delle etichette addosso, questa era la vecchia politica. Il compito di un sindaco è oggi come quello dell’allenatore, il quale deve far lavorare bene la propria squadra».

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