Agrologic, il progetto di Aspiag da oltre 300 milioni di euro (FOTO)

I lavori per l'imponente polo agroalimentare procedono spediti. I numeri, il progetto, le tempistiche, le foto: ecco tutto quello che c'è da sapere sulla nuova maxi opera

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MONSELICE. Quasi 320 mila metri quadri di area di proprietà, una superficie coperta di 130 mila (nella prima fase saranno 60 mila), un investimento iniziale da 163 milioni di euro (ma altrettanti verranno spesi nei primi anni), un’altezza massima di 18 metri (32 considerando il silos dedicato allo stoccaggio automatizzato) e 450 addetti (di cui un centinaio di nuove assunzioni). Non bastano le cifre per far comprendere l’imponenza di Agrologic, il nuovo polo agroalimentare che Aspiag Service, concessionario del marchio Despar nel Nordest, si appresta a costruire tra via Rovigana e via Campestrin, nell’ex zona artigianale commerciale di San Bortolo, quattro chilometri a sud di Monselice.

Un progetto concepito dalla società di general contractor Cervet Srl di Mirano (Venezia) e disegnato dall’architetto Flavio Albanese dello Studio Asa di Vicenza, che il sindaco Francesco Lunghi non ha esitato a definire come «il più grande investimento privato in Veneto degli ultimi anni». Alla visita guidata al cantiere di giovedì mattina c’erano davvero tutti: primo cittadino, assessori, consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione (rappresentati da Rino Biscaro del Pd), i vertici di Aspiag (il numero uno Rudolf Staudinger e l’ad Harald Antley) e di Cervet (il presidente Francesco Fracassi), oltre all’ingegnere Alessandro Bonaventura e all’architetto Albanese.

I lavori della prima fase sono partiti il 21 agosto scorso e prevedono la realizzazione delle operazioni di adeguamento della viabilità locale concordate da Cervet e Comune: tre rotatorie da 400 mila euro ciascuna, poste lungo il tracciato dall’uscita autostradale di Monselice all’innesto con l’area di Agrologic, e un secondo casello sull’A13, che costerà 17 milioni di euro. Entrambe le spese sono a carico di Aspiag. L’opera, necessaria per alleggerire il massiccio traffico futuro (al momento il casello autostradale è attraversato da ben 27 mila mezzi al giorno), ha ricevuto il sì del ministero delle Infrastrutture e andrà in gestione a Società Autostrade. Per l’inizio dei lavori manca la valutazione di impatto ambientale (Via).

Agrologic sarà uno dei più grandi centri di lavorazione, confezionamento, deposito e smistamento di generi alimentari del nord Italia. Il polo, che dall’alto avrà una grande forma a “C”, sarà composto da due livelli sovrapposti: il “layer delle funzioni”, ovvero la grande piastra dei magazzini, che all’esterno apparirà come un lungo basamento scuro alto 6 metri; e il “layer delle relazioni”, una moderna struttura di vetro che si staglierà verso il cielo per 12 metri e in cui non mancheranno sprazzi di verde. Qui troveranno spazio uffici, mense e sale conferenze. In totale la struttura sarà lunga circa 640 metri.

Oltre alle opere viabilistiche, la prima fase del progetto prevede la realizzazione del centro di lavorazione e confezionamento di carni e salumi, nonché la piastra per il confezionamento, stoccaggio e distribuzione di prodotti freschi. Nella seconda fase (altri 100 milioni di euro di investimento, inizio stimato per metà 2019) sarà costruita la piastra per lo stoccaggio e distribuzione dei prodotti secchi food e no food; il terzo e ultimo stadio dei lavori (chiusura del cantiere a metà 2020) porterà al completamento della piastra polifunzionale con servizi e uffici per la gestione del complesso immobiliare.

Secondo i promotori del progetto, gli impressionanti volumi dell’opera non devono trarre in inganno: Agrologic sarà il primo esempio di «una nuova idea di sviluppo sostenibile e su grande scala, attraverso la convergenza di interessi privati e pubbliche opportunità» realizzata seguendo «logiche ecocompatibili: filiera corta nel coinvolgimento delle imprese, adozione di misure rivolte alla sostenibilità, sviluppo di un’attività prive di emissioni nocive, recupero e riciclo delle risorse impiegate». L’architetto Albanese ha parlato di «gentilezza dell’architettura verso la natura», mentre l’ingegnere Bonaventura ha ricordato come l’iter edilizio non preveda palificazioni nel sottosuolo bensì l’utilizzo di rilevati di precarico.

Le argomentazioni di amministrazione, privati e progettisti sembrano convincere poco i comitati e le associazioni ambientaliste del territorio, che per le ore 15 di sabato 28 ottobre hanno convocato una conferenza stampa davanti al cantiere di Agrologic promossa dal Comitato popolare Lasciateci Respirare, Adl Cobas e alcuni residenti. «In questi giorni si dipinge un progetto da fiaba che fa a pugni con la realtà. Vogliamo sfatare questo racconto mieloso fatto dal sindaco Lunghi e dai rappresentanti di Aspiag» ha spiegato Francesco Miazzi, storico leader degli ambientalisti. Dopo le polemiche sul possibile uso di Css da parte della Cementeria di Monselice e lo scontro con il nuovo gruppo proprietario Buzzi-Unicem, ci si attende una nuova battaglia.

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