Guerra in Consiglio: «Miracolati che non sanno dimettersi, saranno più utili in minoranza»

Rissa verbale tra gli ex consiglieri di maggioranza De Salvo e Besenzi, passati al gruppo misto, e il sindaco Mortandello: «Non ha vinto la politica della poltrona»

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MONTEGROTTO TERME. È stato uno dei Consigli comunali più accesi da quando si è insediata la nuova amministrazione targata Mortandello. Certamente più acceso della seduta del 3 ottobre 2016, in cui venne approvato lo Sprar fra mille polemiche e le minoranze abbandonarono l’aula. Ma andiamo con ordine.

La seduta si è aperta con le comunicazioni del sindaco e della giunta. Annunciata la nuova segretaria comunale Paola Carraro, la quale è stata anche eletta nella direzione nazionale dell’Unione dei segretari comunali e provinciali, è stato dato l’annuncio dell’addio della precedente dirigente comunale Orietta Valente. Immediato l’intervento della consigliera Diaferio: «Ci sembra di notare che chiunque scappi dall’attuale maggioranza, assessori, consiglieri e ora anche dei dipendenti comunali, che quando eravamo noi al governo della città lavoravano bene e non andavano via». Anche se gli impiegati comunali dipendenti di Claudio ricordavano, il 25 giugno 2016, «quelli che non condividevano le posizioni del sindaco venivano chiamati “conigli”, in quanto secondo lui siamo timorosi e troppo rispettosi delle regole».

Lo show vero e proprio arriva con la presa d’atto della nuova composizione del gruppo consiliare misto. «L’uscita dal gruppo è una sconfitta per tutti, è una sconfitta politica. Ha vinto la politica della poltrona». Ha commentato Biagio De Salvo, uno dei due consiglieri della originaria Nuova Montegrotto, passati di recente al gruppo misto. «Dopo l’uscita di De Salvo, non siamo mai stati contattati dall’amministrazione», ha proseguito il consigliere parlando di sé in terza persona. «L’unico contatto è avvenuto con Omar Turlon, che si è mosso da solo e ci ha chiesto di abiurare e abbandonare il gruppo Zaramella (l’ex vicesindaco dimissionario, ndr). Il gioco è falsato e si è voluta dare una connotazione politica al governo della città, una connotazione che si è dimostrata perdente, come ha dimostrato il referendum del 22 ottobre. Continueremo comunque il percorso intrapreso tre anni fa».

Non si è fatta attendere la risposta del sindaco, secondo cui la sconfitta è imputabile solo ai due consiglieri passati al gruppo misto: «Le logiche di potere sono riferite a loro stessi; l’amministrazione non è disposta a scendere a compromessi». L’attacco poi diventa feroce: «Sarete più utili in minoranza che in maggioranza, soprattutto Besenzi (l’altro consigliere passato al gruppo misto, ndr), che deve considerarsi un miracolato: ha cercato su Google come dare le dimissioni, e ha sbagliato il metodo. Le avesse consegnate lui stesso, senza delegare altri, oggi non siederebbe in Consiglio».

In quel momento è intervenuto il capogruppo della maggioranza Omar Turlon: «Mi sono mosso come capogruppo, gli incontri e i colloqui con voi (i consiglieri passati al gruppo misto, ndr) si sono svolti per mandato dell’amministrazione». Riguardo le accuse di De Salvo: «Non facciamo giochi di potere e non abbiamo bisogno di sedie». La replica è tornata poi a De Salvo, il quale ha ribadito che l’incontro con Turlon è avvenuto solo dopo l’uscita sui giornali. In quell’incontro, afferma il consigliere, «ci è stata chiesta l’abiura al gruppo Zaramella e di dare dimostrazione effettiva di fedeltà, tuttavia ce n’è stato impedito il modo. È una situazione dai contorni kafkiani».

La risposta di Mortandello: «I contorni kafkiani sono dati da loro. Nel momento in cui si sono dimessi, noi ne prendiamo atto. Se vogliono tornare a far parte della maggioranza devono rettificare le dimissioni». Inoltre, continua Mortandello, «se c’è un consigliere che non si sa dimettere, non si tratta di un contorno kafkiano, bensì di un contorno idiota dato da loro stessi». Non è bastato che terminasse il Consiglio per spegnere le polemiche. Alla sua conclusione, infatti, l’ex assessore Martina Turlon e l’ex vicesindaco Massimiliano Zaramella, hanno accerchiato l’assessore Luca Fanton, reo di aver ricordato come ai primi incontri con Aspiag, per la questione supermercato, fossero presenti anche loro.

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