Fusione tra Castelbaldo e Masi, ecco il sondaggio esplorativo

Nei prossimi mesi l'avvio della campagna informativa. Il nuovo Comune supererebbe i tremila abitanti. I sindaci: aggregazione unico modo per darci un futuro

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A destra il sindaco di Castelbaldo, Riccardo Bernardinello. A sinistra il primo cittadino di Masi, Cosimo Galassini

CASTELBALDO E MASI. Un nuovo progetto di aggregazione che coinvolge due realtà del territorio sta ufficialmente muovendo i primi passi. Si chiuderà il 9 settembre il sondaggio preliminare sulla possibile fusione tra Castelbaldo e Masi. A partire dalla scorsa settimana, il questionario è stato distribuito in forma cartacea nelle case dei cittadini dei due Comuni della Bassa Padovana. L’obiettivo, spiegano dai municipi, è capire come si pone la gente rispetto a questo tema, quali sono le eventuali perplessità e i dubbi da chiarire in vista della campagna informativa che prenderà corpo nei prossimi mesi.

I primi contatti tra le Amministrazioni, che hanno avviato da tempo un rapporto di collaborazione in svariati ambiti, risalgono al 2015. Il percorso, perlomeno nella sua fase iniziale, non ha trovato ostacoli nei rispettivi Consigli comunali, che si sono espressi all’unanimità a favore dell’avvio del progetto. Lo studio di fattibilità è ormai quasi concluso ed entro fine ottobre verrà spedito alla Regione il rendiconto relativo alle attività svolte fin qui. Dopodiché comincerà la fase di informazione vera e propria, che si concretizzerà presumibilmente in una serie di incontri pubblici dove verrà illustrata la proposta di aggregazione. Per giugno poi i parlamentini dei due Comuni dovranno comunicare l’eventuale volontà di proseguire l’iter.

La palla a quel punto passerà di nuovo alla Regione per i passaggi necessari ad arrivare all’indizione del referendum. Sulla questione i sindaci promotori hanno pochi dubbi: «La fusione è l’unica soluzione per dare una prospettiva al territorio» spiega il primo cittadino di Castelbaldo Riccardo Bernardinello. «Se non scelgono questa strada, gli enti locali più piccoli non hanno nessun futuro e possono solo limitarsi a gestire l’ordinaria amministrazione» gli fa eco il collega di Masi, Cosimo Galassini.

Quello tra i due Comuni dell’area montagnanese è solo uno dei diversi progetti di fusione  presentati sul territorio. A qualche chilometro di distanza ecco la proposta di matrimonio tra Casale di Scodosia, Merlara e Urbana (in totale quasi 10 mila abitanti), il cui iter è stato intrapreso a fine 2015, e il tentativo di aggregazione di Megliadino San Fidenzio, Megliadino San Vitale, Saletto e Santa Margherita d’Adige, che insieme dovrebbero dare vita a Quattroville (novemila abitanti). Poco più in là, dopo il no di Ospedaletto, la scorsa primavera Este ha provato a incominciare un percorso simile con Baone (in questo caso del Comune unico farebbero parte oltre 19 mila persone). Quanto a Castelbaldo e a Masi, a fusione avvenuta la popolazione del nuovo ente supererebbe (non di molto) i tremila abitanti.

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