Due Carrare, «con il nuovo centro commerciale a rischio 4.300 posti di lavoro»

L'allarme di Ascom: «Quattro posti persi per ciascuno creato». Il presidente Bertin: «Moro terrorizzato dalle azioni legali, ad Abano Barbierato ha scelto l'interesse pubblico»

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DUE CARRARE. «Se il “mostro” potrà dispiegare la sua forza, a fronte dei 1.200 posti promessi da Deda, saranno ben 4.300 quelli che andranno irrimediabilmente persi». A fare la conta dei possibili danni all’occupazione che deriverebbero dalla nascita del maxi centro commerciale di Due Carrare è il vicepresidente vicario di Ascom Padova, Franco Pasqualetti. L’opera dovrebbe sorgere a un tiro di schioppo dal casello autostradale di Terme Euganee e a poche centinaia di metri dal Castello del Catajo. L’analisi dell’associazione dei commercianti ricalca le stime elaborate a suo tempo dalla Cgia di Mestre, che calcolò quattro posti di lavoro persi negli esercizi del territorio per ognuno di quelli creati dalla nuova struttura di vendita.

Secondo Ascom, 1.600 posti di lavoro sarebbero in pericolo negli altri centri commerciali del territorio (come l’Ipercity di Albignasego o le Brentelle a Sarmeola di Rubano), 1.400 nei negozi di vicinato in un raggio di 40 chilometri e altri 1.300 nell’ambulantato. «A chi vede solo vantaggi nel mega centro io dico di prestare attenzione anche agli svantaggi» continua Pasqualetti. «Ed è un esercizio che va fatto oggi perché domani potrebbe essere tardi, ma soprattutto potrebbe essere colpevole visto che la stragrande maggioranza della popolazione e delle associazioni stanno mettendo in guardia tutti gli attori. Per cui nessuno potrà dire: “io non immaginavo”».

A rincarare la dose ci pensa direttamente Patrizio Bertin, presidente di Ascom Padova, che pone a confronto il caso di Due Carrare con quello di Abano Terme, dove il sindaco Federico Barbierato ha annunciato l’intenzione di cancellare il progetto del centro commerciale da 4.500 metri quadri previsto in piazza Mercato, cestinando la convenzione sottoscritta dall’ex sindaco Luca Claudio con la società Res e dichiarandosi pronto ad affrontare eventuali ripercussioni legali. «Evidentemente i sindaci e le amministrazioni non sono tutti uguali» sottolinea Bertin. «D’altra parte il coraggio, come Manzoni faceva dire al suo don Abbondio, “uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”, e il comportamento di Moro (sindaco di Due Carrare, ndr) è esattamente agli antipodi di quello di Barbierato, per il quale è preminente l’interesse pubblico rispetto allo spauracchio delle azioni risarcitorie».

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