Anche Tibaldi passa al gruppo misto. Il sindaco: «Vogliono coltivare interessi di pochi»

Si dimette il giovane Michele, che aveva la delega a Villa Draghi. Ma il commento lo rilascia il padre, Giampaolo: «Deve prevalere l'interesse pubblico». Mortandello appeso a un filo

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Riccardo Mortandello (a sinistra) e Giampaolo Tibaldi (a destra), pochi giorni dopo aver vinto le elezioni a Montegrotto Terme

MONTEGROTTO TERME. Situazione grottesca a Montegrotto. Si dimette il consigliere con delega a Villa Draghi Michele Tibaldi. Il commento però lo lascia il padre, ex assessore al Verde durante il primo mandato di Luca Claudio: «Abbandono Riccardo Mortandello e lo stesso farà mio figlio, che settimana prossima passerà al gruppo misto rimettendo la delega a Villa Draghi». E ancora: «Deve prevalere l’interesse pubblico di Montegrotto, cosa che è completamente venuta a mancare nei 18 mesi di amministrazione Mortandello». Ricorda anche quanto accaduto di recente: «In Consiglio comunale il primo cittadino ha attaccato Besenzi come faceva un tempo Luca Claudio con i consiglieri di opposizione».

Nessuna parola invece da Michele. Alzi la mano chi, quando ci furono le elezioni nel giugno 2016, si sarebbe aspettato Tibaldi seduto dalla stessa parte del tavolo di Boschieri, della Bettio e della Diaferio, dai quali subì una querela. Di fatto ora la maggioranza è appesa a un filo e ci sono forti dubbi che possa andare avanti. Non si capisce invece che cosa farà l’assessore Laura Zanotto, facente parte del gruppo Forza Montegrotto, fondato solo poche settimane fa da Giampaolo Tibaldi. Al momento, infatti, lei rimane in sella. Una trama di potere che ricorda “House of Cards”.

Nel primo pomeriggio è arrivato anche l’atteso commento del primo cittadino. «In merito alle dichiarazioni di Giampaolo Tibaldi, oltre che rigettare le varie insinuazioni prive di fondamento e verità legate a dinamiche amministrative, fortemente strumentali, emerge che la sua è una questione personale più che politica». Una mossa che, aggiunge Mortandello, «rende poco onore all’attività svolta dal figlio Michele, che reputo un valido collaboratore».

Strategia politica svolta a titolo personale, questa è l’opinione del sindaco, che continua: «Ciò fa pensare a un disegno strategico che più che del bene della città di Montegrotto Terme voglia coltivare gli interessi di pochi». Messaggio che si chiude con un velo di pacato ottimismo: «La trasparenza del mio operato evidentemente trova queste difficoltà perché sta inesorabilmente scardinando logiche di poteri decennali consolidati sul territorio e questo è il più grande incentivo per andare avanti».

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