Agrologic, la protesta di comitati, sindacati e residenti: «Troppe concessioni» (FOTO)

La manifestazione sabato pomeriggio davanti al cantiere. Miazzi: «Bisogna tener conto dei danni alla collettività. Inquinamento paragonabile al transito di un milione e 300 mila auto in più all'anno»

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MONSELICE. Erano circa una cinquantina le persone che hanno partecipato alla conferenza stampa promossa dal Comitato popolare “Lasciateci respirare”, dal sindacato Adl Cobas e da alcuni residenti tenutasi sabato pomeriggio davanti al cantiere di Agrologic, il nuovo polo agroalimentare di Aspiag Service che sorgerà tra via Rovigana e via Campestrin, nell’ex zona artigianale commerciale di San Bortolo. La narrativa del sindaco Francesco Lunghi e dei vertici di Aspiag sulla maxi opera è infatti ritenuta “troppo mielosa” da una parte dell’opinione pubblica, che ha deciso di dire la propria sulla questione.

«Si sono fatti ponti d’oro per consentire l’avvio dei lavori, concedendo cubature di cemento e altezze impressionanti. Basti pensare che la delibera decisiva per l’approvazione del progetto è passata con l’astensione delle minoranze» attacca Francesco Miazzi, storico leader di “Lasciateci respirare”. «Al di là della superstrada c’è una zona industriale per metà in stato di abbandono. Ma si è preferito cementificare per 32 ettari in un’area che, a differenza di quanto afferma Lunghi, non era degradata ma coltivata». Rifacendosi ai dati Ispra, i comitati stimano in un milione e 800 mila euro all’anno il danno da consumo di suolo arrecato alla collettività. «Assurdo pensare che invece il Comune di Monselice ha ricevuto appena 340 mila euro come compensazione economica per l’opera, meno di quanto otterrebbe al momento Due Carrare da Deda per il centro commerciale per un’area molto meno estesa (circa 15 ettari considerando i parcheggi, ndr)».

Secondo “Lasciateci respirare”, l’elemento più preoccupante resta quello sanitario, con la salute dei residenti messa a repentaglio dall’aumento dell’inquinamento dell’aria: «In questi giorni stiamo vedendo un antipasto di quello che sarà il traffico a pieno regime, pari a 300 camion e 400 auto al giorno. Considerando che ciascun mezzo pesante equivale a 10 automobili, a San Bortolo transiteranno un milione e 300 mila veicoli in più all’anno. Se prima la frazione si trovava al di fuori del cono di ricaduta delle cementerie, ora ha il destino segnato. L’inquinamento da polveri sottili salirà alle stelle e di conseguenza anche le malattie respiratorie».

Le perplessità di Adl Cobas si concentrano invece sui 450 posti di lavoro promessi, di cui 100 nuove assunzioni. «Aspiag ha altre tre sedi logistiche in Veneto: all’Interporto di Padova, a Mestrino e a Pianiga, nel Veneziano. In totale ci lavorano circa 300 persone, questo significa che l’apertura di Agrologic porterà alla chiusura di uno di questi, concentrando l’attività a Monselice. È un modo di fare tipico delle grandi aziende, come accaduto a Tribano con il magazzino Michelin: si chiude uno stabilimento dopo aver sfruttato la manodopera e le risorse del territorio per anni, per poi aprirne un altro altrove e riproporre lo stesso giochetto» spiega il sindacato.

Nel frattempo i residenti – una ventina le famiglie che abitano vicino al cantiere decise a costituirsi in un comitato informale – lamentano già i primi disagi dovuti al transito dei mezzi pesanti. «Quando sono in camera sento i quadri vibrare. Iniziano alle sei di mattina e se ne vanno alle sette di sera. Ci chiedono di far presente le nostre lamentele, ma credo sia un modo per farci stare buoni» dice un anziano. «Traffico e inquinamento di queste dimensioni non erano previsti» aggiunge un’altra signora. Qualcuno punta il dito su ex assessori ed ex consiglieri comunali residenti nella frazione, che avrebbero avallato l’operazione a suo tempo.

«Arrivati a questo punto è molto difficile fermare il cantiere» ammette Miazzi. «Servirebbe che il territorio capisse la gravità della situazione e si mobilitasse di conseguenza. A breve ci riuniremmo per produrre delle richieste da presentare immediatamente all’Amministrazione e al privato». «Per stoppare opere come Agrologic, la terza corsia sull’A13 e il centro commerciale di Due Carrare serve uno sforzo comune» suggerisce uno degli esponenti del comitato contrario alla realizzazione della terza corsia sul tratto autostradale compreso tra il casello di Monselice e quello di Padova Est. «I comitati devono crescere, moltiplicarsi e agire in sinergia».

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