Calici sotto le mura, al via l’edizione zero

L’evento enogastronomico a scopo benefico è organizzato dall'associazione "Tutti per Chiara", che opera per raccogliere fondi in favore della ricerca medica

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MONTAGNANA. Tutto pronto per l’inaugurazione di “Calici sotto le mura”, l’evento enogastronomico a scopo benefico che avrà luogo lungo le mura sud della cittadina montagnanese il 28, 29 e 30 luglio. L’appuntamento, alla sua edizione numero zero, prevede tre serate di alto livello, in cui vini e birre di altissima qualità sposeranno, assieme ai prodotti tipici del territorio, una causa tanto importante qual è la ricerca scientifica sulle malattie rare.

L’iniziativa vedrà coinvolte quattordici cantine e un consorzio di birre locali che, grazie alla guida dei sommelier Fisar e di un mastro birraio, offriranno la possibilità di intraprendere dei percorsi degustativi dedicati. Ad accompagnare vini e birre, rigorosamente servite nei calici, saranno presenti quattro stand gastronomici, in cui sarà possibile degustare dell’ottimo cibo locale: carni, affettati, formaggi, vegetarian food e ovviamente una vasta selezione di dolci. Tutte le serate saranno animate da dj set e musica dal vivo, mentre per i più piccoli sono previste attività di gioco e intrattenimento specificatamente dedicate. Ci sarà inoltre, per chi lo desiderasse, la possibilità di visitare la torre del mastio di Ezzelino, che per l’occasione resterà aperta dalle 19 alle 22.

Ideatrice e organizzatrice dell’evento è la neonata associazione “Tutti per Chiara”, un ente no profit costituito da familiari, amici e conoscenti di Chiara Gemmo, dottoranda dell’università di Ferrara e giovane promessa nel campo delle scienze biomediche, scomparsa nel luglio dello scorso anno a causa di un tragico incidente, avvenuto nel Salar de Uyuni. Quando accadde l’incidente, Chiara si trovava infatti in Bolivia per approfondire, insieme ad un team di ricercatori internazionali, i risultati di importanti studi sulle malattie del sangue, tra le quali la talassemia, patologia di cui si stava specificatamente occupando nel suo percorso di ricerca. L’associazione ha come intento principale quello di reperire fondi da devolvere alla ricerca scientifica, continuando in questo modo il lavoro che Chiara stava portando avanti.

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