Thomas Prearo, la disabilità come valore aggiunto all’arte

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(Foto: artistideldelta.com)
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«La pittura è la maniera con cui faccio capire alle persone chi sono io e qual è il mio passato». A parlare è il pittore di Galzignano Terme Thomas Prearo, 33 anni, due anni fa nominato cittadino illustre dal sindaco Riccardo Masin per aver portato la sua arte nelle gallerie più importanti d’Italia e d’Europa. Thomas racconta di aver scoperto la passione per la pittura e la propensione all’uso dei colori durante le scuole medie, esattamente dopo aver concluso il suo primo disegno “Intrecci di colore“. Il ragazzo ha avuto modo di approfondire gli studi, continuando ad alimentare la propria passione, presso l’istituto d’arte “Piero Selvatico” di Padova, dove è stato indirizzato verso la specializzazione in “pittura e decorazione“. Al termine della scuola superiore ha seguito un ulteriore corso di specializzazione di durata biennale.

Diversi i riconoscimenti che Thomas ha conseguito nel corso degli anni. Quelli che ricorda con particolare soddisfazione sono le esposizioni nelle gallerie di Milano, Venezia, Mira, Dolo, il riconoscimento conseguito a Parigi nel 2014 al “Paris Carrousel du Louvre – Salon Art Shopping” e l’ammissione alla Biennale della Creatività di Verona, dove ha avuto modo di conoscere personalità come Vittorio Sgarbi, Paolo Levi e Katia Ricciarelli, dai quali è riuscito a ottenere preziosi consigli.

(Foto: galzignanoterme.info)
(Foto: galzignanoterme.info)

A questo punto viene naturale chiedersi quale sia l’elemento che contraddistingue la sua arte, così ampiamente apprezzata e riconosciuta a livello nazionale ed europeo. «È il disegno che viene fuori dal colore, non sono io a realizzarlo – spiega Thomas – sento qualcosa da dentro che mi suggerisce di aggiungere un tocco di colore da una parte, qualche tocco da un’altra, e alla fine ecco il dipinto». L’artista riesce quindi ad estrapolare dalle tele quanto la sua fantasia suggerisce vi sia in esse racchiuso, senza sapere dall’inizio cosa sarà l’oggetto del suo dipinto e che storia vorrà con esso raccontare. Per questo i significati non sono immediati e i titoli vengono sempre attribuiti solo dopo la conclusione dell’opera d’arte, quando può finalmente avere una visione complessiva della rappresentazione. Thomas, durante il suo percorso, ha dovuto talvolta rapportarsi con la difficoltà di trovare l’ispirazione per riuscire a eseguire “pitture nuove”,  aiuto spesso trovato in papà Daniele e nei suoi maestri di pittura.

(Foto: galzignanoterme.info)
(Foto: galzignanoterme.info)

Thomas tiene molto a poter rendere la sua arte a portata di tutti, motivo per cui ha effettuato diverse donazioni per il suo paese: al Museo del Comune la copia fotografica del quadro esposto a Verona e due sue opere che rappresentano periodi di formazione e crescita dell’artista, “Il fiore tra i colori” e “I pianeti prendono vita”; alla parrocchia di Galzignano la copia fotografica del quadro raffigurante il Cristo e l’opera “Dio c’è ma non si vede ma lui ti osserva”. È inoltre momentaneamente in atto una mostra delle sue opere presso il Museo del Comune. «Così anche i bambini possono vedere i miei quadri», spiega. Attualmente Thomas è impegnato anche con l’artista atestina Cristina Masiero a tenere un corso di pittura creativa con materiale riciclato per bambini presso la biblioteca comunale ed è stato selezionato a partecipare a una mostra sul genocidio degli armeni, che si terrà nei prossimi mesi a Torino.

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