“Sette brevi lezioni di fisica”, Carlo Rovelli e la bellezza del cosmo

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(Fonte: http://www.internazionale.it/weekend/2015/05/23/sette-brevi-lezioni-di-fisica-rovelli)
(Fonte: www.internazionale.it)

«Specchiandoci negli altri e nelle altre cose, impariamo chi siamo». Questo è ciò che ci permette di fare il piccolo volume di Carlo Rovelli, “Sette brevi lezioni di fisica“, edito nel 2014 e rimasto nelle classifiche dei bestseller in Italia e all’estero (è stato tradotto in oltre 20 lingue) per mesi. Ci è qui concesso di entrare «a contatto di quanto non sappiamo», dove «brillano il mistero del mondo, la bellezza del mondo, e ci lasciano senza fiato». Carlo Rovelli è uno scrittore e fisico teorico, nonché uno dei fondatori della teoria della gravità quantistica a loop. Collabora regolarmente con vari giornali italiani, in particolare con “La Repubblica” e “Il Sole 24 Ore“; è da quest’ultimo che sono state tratte queste sette brevi lezioni: esse infatti sono sostanzialmente un’estensione di alcuni articoli pubblicati nel supplemento “Domenica“.

Nella prima pagina del libro veniamo a conoscenza di un Albert Einstein ozioso, un ragazzo che legge Kant e a tempo perso segue le lezioni universitarie di una facoltà cui non è iscritto. Alcuni anni dopo la sua immersione nel mondo della fisica, Albert pubblica la «la più bella delle teorie scientifiche»: la teoria della relatività generale, una teoria elegante, elementare nella sua complessità, emozionante quando compresa. «Era come una magia: come se un amico mi sussurrasse all’orecchio una straordinaria verità nascosta, e d’un tratto scostasse un velo dalla realtà per svelarne un ordine più semplice e profondo». Rovelli ci fa poi conoscere Newton, Faraday, Maxwell, Gauss, Riemann e le loro geniali intuizioni.

La seconda lezione ci introduce all’antagonista per antonomasia della relatività generale: la teoria dei quanti, che presenta notevoli successi empirici ma il cui confine dell’incomprensione non è ancora stato pienamente varcato; «La probabilità fa capolino nel cuore della fisica, là dove sembrava tutto fosse regolato da leggi precise, univoche e inderogabili». Dal microcosmo delle entità subatomiche (tema centrale anche della quarta lezione) siamo proiettati verso il macrocosmo con la lezione sull’architettura dell’universo, fondata sull’evoluzione della nostra concezione e conoscenza dello spazio celeste. Ma si dà il caso che l’enormemente piccolo e l’enormemente grande siano governati da leggi e teorie che si contraddicono a vicenda.

In poche parole siamo di fronte ad un bivio: c’è chi scegli di percorrere la strada della relatività generale e chi invece predilige quella della meccanica quantistica. Si pensava fosse impossibile percorrerle entrambe, finché non è stata sviluppata la teoria della gravità quantistica a loop – che manca però di verifiche sperimentali. E i famosi buchi neri? Ci sono anche loro, in una lezione che ci mostra il legame tra il tempo e il calore, che ci fa riflettere sulla consequenzialità e sulle dinamiche delle leggi della probabilità. Il settimo capitolo non è tanto una lezione, quanto una riflessione che accarezza correnti quali l’idealismo tedesco, la teoria dell’informazione integrata o il determinismo. Cosa riguarda? Noi. «Cosa siamo noi, in questo mondo sterminato e rutilante?».

Badate bene, non si tratta propriamente di vere e proprie lezioni di fisica quanto di accenni ai concetti principali della disciplina; questo smilzo libretto è paragonabile ad un trampolino che dà su una piscina di volume infinito: ti rende cosciente del fatto che di fronte a te si trova un qualcosa di sterminato in cui immergersi, ma soprattutto ti fa venire voglia di tuffartici.

Ci sono tantissimi libri che trattano la fisica moderna (e non) con scopo divulgativo, quindi in cosa si differenzia questo scritto, per esempio, dai trattati di Hawking? Esso si distingue per il fatto di essere perfettamente comprensibile per chiunque: è una lettura piacevole che racconta concetti per noi difficilissimi da assimilare in un modo che definirei poetico e romantico – non a caso, ad un certo punto Rovelli ha inserito una poesia dell’autore latino Lucrezio. Questo è il motivo per cui lo consiglio a coloro che vantano conoscenze precarie o nulle sulla fisica moderna, a coloro che vogliono restare incantati di fronte ai meccanismi che regolano il mondo, e a chi è pronto a prendere coscienza del fatto che siamo ancora molto distanti dalla pienezza di questa comprensione.

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