Musica, i Seventh al debutto con “The Herald”

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(Fonte: pagina Facebook del gruppo)
(Fonte: pagina Facebook del gruppo)

Altro appuntamento con le nuove leve della musica indipendente del territorio. Stavolta parliamo con Maximilian “Max” Donato e Marco “Tum” Tumiatti dei Seventh – rispettivamente cantante e chitarrista, il primo viene da Cavarzere, il secondo è di Contarina – ossia i fondatori del progetto. Questo è stato l’anno del loro debutto e Max ce lo racconta così:

“I Seventh nascono nel 2014 da un’idea mia e di Tum. Provenivamo da anni in cui avevamo suonato con ottimi amici che però non possedevano l’attitudine che noi sentivamo già di avere e che pretendevamo nei confronti della musica. Abbiamo deciso quindi di rinchiuderci in sala prove e di iniziare a improvvisare senza avere un genere propriamente definito come riferimento. Dopo un mese avevamo tra le mani la struttura base di due pezzi: era una sorta di post-metal/sludge/doom con molte parentesi atmosferiche e riflessive. Le nostre maggiori influenze sono riconducibili ai generi più svariati e abbiamo deciso di prenderci ogni tipo di libertà da quel momento in poi. Non trovando i componenti necessari per definire la formazione, abbiamo deciso di non curarcene troppo e di fare il nostro ingresso – anche se solo in due – ai Putrefashion Empire Studios di Lendinara, gestiti dal produttore Pablo Davilla, carissimo amico ed ex cantante dei Revo, per iniziare a scrivere un concept album di sette brani.

Inizialmente percepivamo il progetto come un qualcosa di più grande di noi, ma senza nemmeno accorgercene ci siamo ritrovati ad avere tra le mani tutti e sette i brani, al completo. Preziosissima è stata la collaborazione di Cesco degli Zeit (band hardcore del veneziano, ndr) alla batteria che – godendo della massima libertà a livello compositivo – è riuscito a interpretare in maniera brillante il suo ruolo, rispettando le nostre aspettative e garantendo la giusta tensione durante tutta la durata del disco.

Per circa un anno abbiamo quindi fatto i pendolari tra le nostre abitazioni, la sala prove e i Putrefashion Studios, concentrando tutte le energie su un lavoro che ci ha sicuramente messi a dura prova ma che senz’altro ci ha fatto crescere a 360 gradi. Lavorare con Pablo ci ha permesso di stravolgere totalmente il modo di comporre, vedere e ascoltare la musica, e possiamo dire di aver imparato molto più di ciò che avremmo potuto imparare con i soliti tutorial di Youtube o con manuali su manuali. Una volta terminate le registrazioni abbiamo fatto eseguire il missaggio da Luca “Peo” Spigato degli Hate Studio di Rosà, nel vicentino, e nel frattempo ci siamo messi al lavoro per trovare dei componenti adatti a completare la line-up della band. In breve tempo abbiamo trovato le persone che cercavamo: si sono quindi aggiunti al gruppo Fabio Saccardo (chitarra), Luca Soliman (basso), e Marco Nolli (batteria) – con cui abbiamo stretto un buon legame fin da subito – e abbiamo cominciato a studiare i brani in vista del debutto live.”

Il risultato di questo anno di lavoro dei Seventh è stato “The Herald”, un concept che ruota attorno ad un viaggio – diviso in sette tappe – fatto da un uomo che prende finalmente coscienza di se stesso una volta scoperto il proprio Io. Durante questi sette passaggi, egli si trova ad affrontare tutta una serie di situazioni che lo mettono alla prova, fino all’episodio finale in cui ascende al trono della conoscenza assoluta, raggiungendo il culmine della propria esistenza.

Il disco è uscito il 18 gennaio di quest’anno – in formato digipack – grazie alla Sliptrick Records, che si è dimostrata interessata sin dagli inizi al lavoro e ha guidato i Seventh nella realizzazione del disco fisico e nella distribuzione digitale. La Rip Roaring Shit Storm invece si è occupata di produrre un’edizione limitata dell’album in 50 audiocassette.

Grazie a Maximilian Donato e Marco “Tum” Tumiatti per la gentile disponibilità.

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