Merlara, “Tre giorni al tempo della Grande Guerra” per non dimenticare

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Merlara, Tre giorni al tempo della Grande Guerra
(Tre giorni al tempo della Grande Guerra di Merlara. Fonte foto: organizzatori manifestazione)

Rievocare, approfondire e non dimenticare. Questo il proposito dell’evento “Tre giorni al tempo della Grande Guerra” che si svolgerà a Merlara, dal 22 al 24 aprile 2016. L’iniziativa rientra nel Programma ufficiale delle commissioni del Centenario della Prima Guerra mondiale, a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ed è patrocinata dalla Provincia di Padova e dal Consorzio Pro Loco Atesino. L’evento si inserisce all’interno del progetto “Percorsi sulla Grande Guerra nel Montagnanese”, iniziato nel 2015 e che si concluderà nel 2018, con la fine delle celebrazioni dedicate al primo conflitto mondiale.

Gli spazi comunali di Villa Barbarigo a Merlara ospiteranno rievocazioni, convegni, corsi e spettacoli per far conoscere le condizioni in cui migliaia di soldati si sono trovati a vivere. E per renderlo possibile, il perno portante di “Tre giorni al tempo della Grande Guerra” sarà la rivisitazione storica a cura dell’Associazione IV Novembre e della Federazione triveneta “Fronti della Grande Guerra 14-18” in collaborazione con l’Associazione Nazionale Alpini – gruppo di Montagnana. A essere rappresentata la vita in un campo militare, tra trincee e postazioni con soldati, infermieri nella tenda ospedale e ufficiali nella baracca comando intenti a pianificare i movimenti, addestramento e rancio.

Una manifestazione pensata anche e soprattutto per i più giovani: sono quasi 600 gli studenti che parteciperanno alle visite guidate lungo il percorso ricostruito e 5 gli istituti che hanno collaborato al progetto: Istituto Comprensivo “Comuni della Sculdascia”, Istituto Comprensivo Statale “Luigi Chinaglia”, Educandato Statale “San Benedetto”, Istituto Comprensivo “E. De Amicis” e Istituto Comprensivo di Ponso. E da una studentessa di Merlara giunge una delle testimonianze più forti della Guerra nella Bassa Padovana. Il 7 luglio 1917 Letizia Brognara iniziava uno dei racconti più importanti della sua carriera scolastica: il tema per l’esame di maturità. La vera prova per lei, però, già dalle prime righe appare un’altra “Questa mattina vidi il treno che partì carico di feriti. Come facevano pietà! Molti erano feriti ad una gamba e tanti altri alla testa, ce ne erano di quelli che erano senza un occhio o senza un braccio”. Una guerra, quindi, giunta nella Bassa Padovana a mietere numerose vittime. E la conclusione di Letizia non lascia spazio a dubbi sulla percezione del conflitto “Ma verrà anche per noi – scrisse – quel bel giorno in cui potremmo a divertirsi anche noi come adesso si divertivano quelli che vogliono la guerra e non vogliono che vada finita per adesso, perché hanno paura di andare uccisi da quei pochi soldati che avranno la fortuna di ritornare alle loro case dopo tante e tante fatiche, poverini”.

Ed è proprio la sua testimonianza, e le storie di tanti altri, che la manifestazione vuole raccontare: ricordi, impressioni e sensazioni di chi ha visto e sentito il conflitto mondiale. “Tre giorni al tempo della Grande Guerra”, oltre alla rievocazione, si servirà di altri strumenti per spiegare e parlare della prima Guerra Mondiale: la mostra “A cento anni dalla Strafexpedition” con l’esposizione di fotografie inedite sulla spedizione punitiva organizzata dagli austro-ungarici tra il maggio e il giugno 1916 sull’altopiano trentino e vicentino per punire gli italiani traditori della Triplice Alleanza. Il convegno storico “Ri-leggere la Prima guerra mondiale cento anni dopo” di venerdì 22 aprile alle ore 21.00, per inquadrare storicamente le vicende che caratterizzarono la Prima Guerra Mondiale e toccarono la Bassa Padovana attraverso gli interventi degli ospiti presenti: il sindaco di Merlara, Claudia Corradin; Emanuele Martinez dell’Istituto per la storia del Risorgimento Italiano; il Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero; il Presidente Associazione IV Novembre, Giorgio Dall’Igna e lo storico Francesco Selmin. A moderare l’Onorevole Giulia Narduolo, Commissione Cultura Camera dei Deputati.

La sera di sabato 23 dopo la Santa Messa in suffragio dei caduti e la deposizione della corona di alloro al Monumento ai Caduti in Piazza Martiri della Libertà di Merlara, una cena a tema: le zuppe venete e austro-ungariche, il rancio tipico dei soldati, rivisitate in chiave moderna e utilizzando i prodotti nostrani. Alle 21.00, poi, “Longo come l’anno della fame, Storie dal fronte e dalle retrovie”, uno spettacolo cantato e recitato con protagonisti la fame e la guerra.

Tre giorni al tempo della Grande Guerra si concluderà domenica 24 aprile con il pranzo “Per la pace e contro tutti i terrorismi”, un inno alla concordia e alla condivisione.

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