Siamo le nostre scelte: “Il peso di Simon”

Il libro, autoprodotto dall'associazione Giovani d'Este, è un racconto di cinquanta pagine. Al centro la dissoluzione dei valori con cui il protagonista è cresciuto, sacrificati sull'altare dell'interesse

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ESTE. È stato presentato sabato sera in sala Nassiriya “Il peso di Simon”, libro autoprodotto dall’associazione “Giovani d’Este” con il contributo di Banca Patavina. Si tratta di un racconto lungo, una cinquantina di pagine dense di significato scritte da Fabio Berton ed Ervin Daja. Cuore dell’opera la parabola di vita di Simon, cittadino albanese che, dopo aver commesso un delitto per lavare l’onore della propria famiglia e aver scontato per questo 22 anni di carcere in Italia, decide di tornare a casa. Qui però scoprirà che molto è cambiato da quando è partito e che i valori in cui credeva, di fatto, non esistono più, sacrificati sull’altare del mero interesse personale.

Il racconto somiglia a un testo teatrale: è in effetti segnato soprattutto dai dialoghi, dialoghi che scaturiscono dai vari personaggi incontrati dal protagonista, per lo più familiari e amici d’infanzia. Sullo sfondo la storia albanese degli ultimi decenni, con il passaggio da un’economia di stampo comunista a una società fondata sul libero mercato. Simon compie un viaggio a ritroso e si rende conto che i principi che gli hanno insegnato e con i quali è cresciuto sono andati in fumo: uno spietato individualismo ha preso il posto dei legami comunitari di un tempo. Allora dovrà fare una scelta: adeguarsi al nuovo corso oppure no. Per il momento sono state stampate una quarantina di copie ad uso interno dell’associazione, ma la speranza è quella di trovare un editore. Potrebbe esserci anche un seguito, rappresentato magari da un romanzo vero e proprio.

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