“La ragazza del treno”: un thriller a tre voci

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Hai mai trascorso un viaggio in treno provando a fare deduzioni sulle vite delle persone che ti stanno attorno?

Se sì, ti sarà facile immedesimarti nella protagonista del romanzo “La ragazza del treno” (titolo originale: “The Girl on the Train”), scritto da Paula Hawkins, che ha debuttato al primo posto della classifica dei bestsellers del New York Times nel febbraio del 2015. Da allora, 15 milioni di copie sono state vendute in tutto il mondo. L’omonima versione cinematografica è uscita nelle sale il 7 ottobre 2016.

La narratrice principale, Rachel, è ubriaca per la maggior parte delle sue giornate, motivo per cui i suoi ricordi sono offuscati e, di conseguenza, le sue parole e azioni sono giudicate prive di rettitudine. Beve perché non riesce a lasciarsi alle spalle il tradimento di Tom, il suo ex-marito. Ogni giorno prende gli stessi due treni, i treni dei pendolari. Sa che il treno si fermerà allo stesso punto, alle stesse ore, mattina e sera, affacciandosi sui cortili delle case al di là dei binari. Ormai si sente come se conoscesse personalmente gli abitanti di una di quelle case, e dà loro dei nomi, “Jess e Jason”.  Invidia la loro storia d’amore, che crede essere perfetta. Finché, un giorno, non vede qualcosa di inaspettato, e viene coinvolta nelle loro vite, tutt’altro che perfette.

Tra un’alcolizzata, una bugiarda e una traditrice, di chi ti puoi fidare?

Queste tre voci narranti, anziché aiutarci a seguire il filo del racconto, ci disorientano, ci mostrano le stesse scene da prospettive diverse. Il risultato è un tornado di paura, minacce, ossessioni e violenza, a cui seguono scuse e pentimenti più o meno sinceri. Anche i lettori più affezionati al genere thriller resteranno impressionati dalle rivelazioni di cui l’autrice ci fa prendere atto, una briciola dopo l’altra, creando momenti di suspense a volte intriganti, a volte esasperanti. Nel complesso, la trama è fitta, non di dettagli, ma di gesti folli e apparentemente incomprensibili, frutto di disperazione. Ogni mossa sembra esagerata, a momenti forse troppo drammatica, ma dopo una riflessione è possibile rendersi conto che quel dramma non è così diverso dalla vita reale; la rassegnazione di Rachel, la gelosia di Jason, il senso di oppressione di Jess, sono tutte risposte prevedibili e riscontrabili al di fuori di un romanzo. L’immaginazione di Rachel, dopo tutto, era meno folle della versione reale dei fatti.

Consigliato a chi ha voglia di mettersi alla prova in un thriller psicologico in cui si esce perdenti, poiché incapaci di prevedere anche solo lontanamente il finale, ma soddisfatti, perché questo finale non deludere le aspettative.

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