Verso gli Oscar 2017 – Moonlight di Barry Jenkins

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Il 24 gennaio sono state finalmente annunciate le candidature agli Oscar 2017, la cui premiazione avverrà il 26 febbraio 2017. Vista l’elevata qualità dei film in gara, Estensione ha deciso di recensire i film più interessanti tra quelli presenti nella categoria “miglior film”. L’ultima pellicola che andremo ad affrontare è “Moonlight”, film drammatico di Barry Jenkins in uscito nelle sale italiane il 16 febbraio.

Titolo: Moonlight
Attori: Mahershala Ali (Nomination miglior attore non protagonista), Naomie Harris (Nomination migliore attrice protagonista)
Regista: Barry Jenkins (Nomination Oscar miglior regia)
Colonna sonora: Nichola Britell (Nomination Oscar miglior colonna sonora)
Fotografia: James Laxton (Nomination Oscar miglior fotografia)
Sceneggiatura: Barry Jenkins (Nomination Oscar miglior sceneggiatura non originale)
Montaggio: Nat Sanders (Nomination Oscar miglior montaggio)
Durata: 111 minuti
Genere: Drammatico
Trailer: clicca qui

Trama: La storia di un ragazzo che fa di tutto per cercare se stesso, attraverso tre capitoli ben definiti della sua vita: infanzia, adolescenza, età adulta. Una vita costellata di ecstasy, dolore, bellezza e amore. Tutto questo mentre cerca risposte sul suo confuso orientamento sessuale.

Giudizio: In risposta alle accuse di razzismo contro l’Academy – pronunciate a gran voce lo scorso anno – ecco spuntare “Moonlight“. Un film interamente girato e interpretato da artisti di colore. Il film di Jenkins è tratto dalla pièce teatrale “In Moonlight Black Boys Look Blue“, e difatti sembra essere più orientato verso una rappresentazione di questo tipo. Segue un filo logico, ma non consequenziale, creando dei vuoti narrativi assolutamente perfetti per il mondo melodrammatico, ma forse, meno ideali per il grande schermo.

La storia è assolutamente attraente, di quelle che sanno frantumare un cuore, di quelle che bruciano sotto la cute anche secoli dopo la visione. Il soggetto è quindi veramente curioso; peccato che le modalità di realizzazione lascino a desiderare. La candidatura alla regia di Barry Jenkins sembra forzata, compiuta per riempire semplicemente una casella vuota. La sua abilità non è in discussione, ma la sua prova non sembra essere al livello di Villeneuve (Arrival), Gibson (Hacksaw Ridge) e di Chazelle (La La Land).

È invece di gran livello la prova di Mahershala Ali, strabiliante nella parte di Juan: la sua rappresentazione aumenta non poco la qualità del film ed è sicuramente tra le migliori viste quest’anno. Lo stesso si può dire di Naomie Harris, ma non dei tre attori che si alternano nell’interpretare il protagonista, soprattutto Trevante Rhodes, il quale si è dimostrato poco convincente. Sicuramente da menzionare la colonna sonora, la quale si incastra perfettamente tra le sfumature del film, creando una sinergia incredibilmente compatta.

“Moonlight” aveva quindi il potenziale per fare l’en plein agli Oscar. La storia e la sceneggiatura sono incantevoli, ma renderebbero al meglio all’interno di un’opera teatrale. Il lavoro come sceneggiatore di Jenkins è molto buono, la sua trasposizione è senza dubbio valida, ma la sua prova alla regia è lacunosa, e questo ridimensiona senza dubbio le sue speranze in chiave Oscar. È un vero peccato, perché l’intreccio disegnato da Tarell Alvin McCraney meritava sicuramente più accuratezza visiva, lì dove la trama si presentava già di per sé eccelsa.

Voto: 7.5/10

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