Verso gli Oscar 2017 – “La La Land” di Damien Chazelle

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Il 24 gennaio sono state finalmente annunciate le candidature agli Oscar 2017, la cui premiazione avverrà il 26 febbraio 2017. Vista l’elevata qualità dei film in gara, Estensione ha deciso di recensire i film più interessanti tra quelli presenti nella categoria “miglior film”. La seconda pellicola (la prima era stata Arrival) che andremo ad affrontare è La La Land, musical nominato a 14 Oscar di Damien Chazelle, nelle sale italiane dal 26 gennaio.

Titolo: La La Land
Attori: Emma Stone (Nomination Oscar miglior attrice protagonista), Ryan Gosling (Nomination Oscar miglior attore protagonista), John Legend, J.K. Simmons
Regista: Damien Chazelle (Nomination Oscar miglior regia)
Fotografia: Linus Sandgren (Nomination Oscar miglior fotografia)
Colonna sonora: Justin Hurwitz (Nomination miglior colonna sonora)
Sceneggiatura: Damien Chazelle (Nomination Oscar miglior sceneggiatura)
Montaggio: Tom Cross (Nomination Oscar miglior montaggio)
Scenografia: David Wasco (Nomination Oscar miglior scenografia)
Durata: 128 minuti
Genere: Musical
Trailer: Clicca qui

Trama: Un pianista jazz e una aspirante attrice cercano di emergere in una moderna e ultra competitiva Los Angeles. Cercando in tutti i modi di far avverare i propri sogni nel cassetto, a lungo inseguiti.

Giudizio: Solo tre volte nella storia un film è riuscito nell’impresa di essere nominato a ben 14 statuette (“Eva contro Eva” e “Titanic” le altre due pellicole), questo espone inevitabilmente lo spettatore ad un quantitativo non indifferente di aspettative nei confronti del nuovo film di Chazelle. Malelingue hanno attribuito questo exploit alla mancanza di film di qualità in competizione, ma mi sento di dover dissentire sin da subito con queste voci. Sia perché le altre pellicole in gara sono opere assolutamente validissime, sia perché “La La Land” è un vero e proprio cioccolatino.

L’intera opera è avvolta da una cortina di nostalgia e malinconia, una malinconia che celebra tempi e sogni oramai passati. Ci sono tantissimi riferimenti ad una Hollywood ormai perduta, la città di “Casablanca” e di “Cantando sotto la pioggia” è lontana anni luce dalla moderna Los Angeles, più che mai fredda e competitiva. Il film di Chazelle, nonostante la sua forte componente critica verso l’industria cinematografica, insegna che non tutto è perduto. Che il sogno di una Los Angeles romantica, permane ancora nei cuori di tutti i sognatori che la guardano con occhi luccicanti e briosi.

Vengono così donati alla città nuovi colori, nuovi vestiti, nuove musiche. Tutto ricorda un passato glorioso, eppure tutto è così estremamente moderno. L’intero reparto tecnico svolge un lavoro impeccabile, nulla è lasciato al caso, ogni ingranaggio è settato alla perfezione. Alcuni piani sequenza che ci vengono regalati sono da togliere il fiato, ci si aspetta una vera e propria pioggia di statuette per la notte del 26 febbraio.

Il jazz opera da filo conduttore lungo tutta la pellicola, orchestrando perfettamente l’ambiente melanconico del sogno e della fantasia. Le musiche create da Justin Hurwitz penetrano sotto la pelle, finendo per accarezzare dolcemente l’anima dello spettatore (“City of Stars” su tutte). In questa orgia di romanticismo si eleva sopra tutti Emma Stone, la quale regala una interpretazione da Oscar. I suoi passi sono perfetti (come quelli di tutto il cast del resto). La sua voce, celestiale. La sua recitazione, commovente.

In simbiosi con lei si muove Ryan Gosling, con una interpretazione altrettanto efficace, mostrando un’abilità al pianoforte fuori dal comune (acquisita appositamente per il film). Chazelle ci regala un dolciume che dobbiamo solamente scartare e gustare. Una fiaba creata appositamente per tutti quei sognatori che non smettono mai di credere che la vita è un dono meraviglioso. Ma in tutta questa gioia e bellezza, Damien non dimentica perché film come “Casablanca” hanno fatto la storia, e con uno sguardo intriso di lacrime e mestizia, chiude il sipario.

Voto: 9/10

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