L’addio di Bud Spencer, tra schiaffi e fagioli

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È un anno incredibilmente triste, pieno di dipartite e scomparse nel mondo dell’arte, perdite che bruciano e che non lasciano di certo indifferenti. Lunedì pomeriggio, all’età di 86 anni, ci ha lasciato Carlo Pedersoli, conosciuto con lo pseudonimo di Bud Spencer. Si è spento in ospedale alle 18.15, circondato dall’affetto dei suoi cari e dei suoi amici più stretti.

Pedersoli nacque nel 1935 e fin da piccolo nutrì una grandissima passione per la competizione e lo sport, in particolare per il nuoto, disciplina che lo portò a vincere numerose volte il campionato italiano, a partecipare alle Olimpiadi e a vincere i Giochi del Mediterraneo. Durante quest’onda di importantissimi successi venne notato dall’ambiente cinematografico, soprattutto per la sua stazza mastodontica. Il suo esordio avvenne quasi per caso, interpretando una guardia romana nel film “Quo Vadis?“, un peplum hollywoodiano. Dopo un primo tentativo con la musica (scrisse testi per alcuni artisti come Ornella Vanoni) si diede definitivamente al cinema. Il suo primo incarico fu quello di produrre una serie di documentari per la Rai.

Venne poi contattato per recitare in una pellicola assieme a un altro attore giovanissimo in rampa di lancio, Mario Girotti. Ad entrambi fu consigliato di cambiare il proprio nome italiano: Mario Girotti divenne così Terence Hill, e Pedersoli divenne Bud Spencer (in onore del marchio di birra Budweiser e dell’attore Spencer Tracy). La loro prima pellicola assieme fu “Dio perdona… io no!“. Da lì in poi formarono un connubio che li portò a recitare assieme in ben 18 film, tra cui “I quattro dell’Ave Maria”, “La collina degli stivali”, “…più forte ragazzi!”, “…altrimenti ci arrabbiamo!”, “I due superpiedi quasi piatti”, “Non c’è due senza quattro”. Nel 1970 arrivò il definitivo successo internazionale: “Lo chiamavano Trinità…” è un capolavoro d’altri tempi, un vero e proprio spaghetti western che sancisce il talento recitativo di Bud e Terence, ma anche la loro grande capacità umoristica. Oltre alla poderosa mole di commedie Spencer si è anche dato ad altri generi come il thriller (con Dario Argento) e il dramma.

Pedersoli era dotato di un profondo senso artistico che lo ha portato a cimentarsi in tantissime arti nel corso della sua vita. È stato un tuttofare, un girovago, ha visto moltissimi angoli di mondo, ha vissuto in Brasile e negli USA nella sua giovinezza. È stato inoltre un eccelso nuotatore. Ma più di tutto è stato un vero e proprio eroe per tutti quei ragazzini che sono cresciuti con le sue videocassette piene di vita, risate e significato. Tra schiaffi e fagioli il grande Bud Spencer ci ha regalato un pezzo di infanzia che mai e poi mai dimenticheremo. Addio Bud.

«Io distinguo due tipi di successo: quello che ho avuto nello sport e quello nel cinema. Il primo è mio e non me lo leva nessuno. Il secondo è quello che il pubblico ha deciso di darmi e chi ha permesso di fare 120 film.» (Bud Spencer)

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