Carol, la dolcezza dell’amore

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Carol” è tratto dal romanzo “The Price of Salt” di Patricia Highsmith ed è diretto da Todd Haynes, che riesce a trasformare le bellissime parole scritte nel libro in fotografie immortali di una delle storie d’amore più dolci che ho potuto ammirare sul grande schermo. La storia vede come protagoniste una aspirante fotografa (Rooney Mara) e una donna matura intrappolata in un divorzio difficoltoso (Cate Blanchett), le quali incontrandosi per caso, si trovano a fare i conti con un amore scomodo, eppure irrinunciabile.

L’amore omosessuale può essere qualcosa che può provocare ‘scandalo’ persino nella nostra moderna società, un film basato su ciò, molte volte viene fatto per scandalizzare il pubblico o renderlo più sensibile a questi temi. “Carol” è diverso, non parla di amore omosessuale o eterosessuale, parla semplicemente d’amore. Un film che insegna che d’altronde sempre di ciò si parla, e che non vige distinzione in base al sesso della persona. L’amore è indefinibile e non è circoscrivibile ad una determinata tipologia. Il film difatti non pone l’accento sulla sessualità delle due protagoniste, semplicemente ritrae una storia d’amore con tutte le sue problematiche, una storia bellissima e dolce come il più pregiato dei mieli. Ultimamente si cerca molto lo scandalo per attirare lo spettatore, perché lo scandalo è ciò che fa audience, è ciò che è commerciale.

Ma non è proprio questo il caso, Haynes non forza la mano, non crea scompiglio solo per il puro piacere di crearlo. Quello che crea invece è un amore con uno stile così unico da non poter passare inosservato, ed è questo forse il più grande pregio del film, la sobrietà. Non si vuole rendere straordinario un amore tra due donne, perché di straordinario o diverso non ha assolutamente nulla. Si vuole rendere straordinario l’amore in sé.

In un mondo dove si combatte continuamente per la parificazioni dei diritti delle coppie omosessuali, Haynes ci mostra come non vi è nulla da parificare, perché tutto è già parificato di natura. Non si possono concedere diritti a chi li ha sempre avuti. E mostra con un tocco delicato e sapiente, che l’amore non ha nessuna differenza. Le due attrici principali sono eccezionali, Cate Blanchett è una icona di stile, un modello di eleganza e passione. Rooney Mara riesce a regalare una fantastica interpretazione, l’interpretazione della sognatrice: il ruolo della ‘scopritrice’ sembra quasi stato cucito appositamente per lei. La colonna sonora è iconica ed incarna perfettamente gli anni Cinquanta americani, dove serpeggia uno stile registico e scenografico chiaramente ispirato a François Truffaut.

Un film che non per nulla è stato nominato a 5 Golden Globes, a mio avviso farà una ottima figura pure agli Academy Awards, gli Oscar. Una pellicola non conclamata, ma che può tranquillamente calcare i palcoscenici più facoltosi. Romanticismo allo stato più puro.

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